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Governo, scontro sull'Iva: il Pdl minaccia la rottura

di Roberto Procaccini domenica 22 settembre 2013

2' di lettura

"Se il premier Enrico Letta non smentisce l'aumento dell'Iva a ottobre, cade il governo". "O manteniamo l'Imu sulle abitazioni di maggior valore, oppure non ci sono alternative al ritocco dell'aliquota al 22 per cento". E' su queste posizioni che si sono arroccati, rispettivamente, Pd e Pdl: i primi, dopo il monito del commissario europeo Olli Rehn, non vedono alternative all'aumento della pressione fiscale. I secondi, piuttosto che votare l'innalzamento di un punto percentuale l'Iva, sono pronti a far saltare il banco. La lotta sul fisco, nella strana maggioranza delle larghe intese, comincia a crescere d'intensità. L'alternativa "Non c'è dubbio che l'aumento dell'Iva peserebbe negativamente sull'Economia - riconosce il viceministro all'Economia Stefano Fassina - ma non vi sono gli spazi di finanza pubblica per affrontare entro la fine dell'anno Iva, Imu, cassa integrazione in deroga, missioni internazionali e interventi per rispettare il limite del 3 per cento di deficit sul Pil. Un impegno, - è la stoccata - assunto dal governo Berlusconi, non da Letta o Saccomanni". Per l'esponente democrat l'unico modo per evitare l'aumento dell'Iva è ritoccare l'Imu, facendola pagare ai più ricchi: "Lasciamo contribuire il 10 per cento delle abitazioni di maggior valore - è il ragionamento di Fassina -. Recuperiamo così due miliardi di euro: uno per rinviare l'aumento dell'Iva, l'altro per la deducibilità dell'Imu per i beni strumentali delle imprese". Letta a casa - Ad alzare il fuoco di sbarramento per gli azzurri è Renato Brunetta, capogruppo Pdl alla Camera: "Gli accordi di maggioranza prevedevano che non aumentasse l'Iva a ottobre, e così sarà. Altrimenti - intima - non ci sarà più la maggioranza". Brunetta non ha orecchie neanche per una proposta di revisione dell'Imu: "Gli impegni di Enrico Letta nel discorso su cui ha ottenuto la fiducia delle Camere lo scorso 29 aprile erano chiari - spiega - 'superare l'attuale sistema di tassazione della prima casa', 'generale riduzione del costo del lavoro e del peso fiscale'. Provvedimenti complementari l'uno all'altro e non alternativi. Per i quali - conclude - il Pdl ha fornito al governo ipotesi di copertura più che sufficienti".

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