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Lavoro: Panariti teme che in FVG se arriva ripresa sara' senza lavoro

domenica 22 settembre 2013

2' di lettura

Udine, 18 set. - (Adnkronos) - Commentando il il Rapporto 2013 sul Mercato del Lavoro in del Friuli Venezia Giulia, l'assessore regionale al Lavoro, Loredana Panariti, ha espresso il timore che se arrivera' la ripresa, sara' senza lavoro. L'assessore ha dipinto una "situazione che abbiamo di fronte molto difficile, anche perche' la recessione del 2012 ha in parte annullato i frutti della debole espansione del biennio precedente". Panariti ha anche ricordato il calo dell'export, (in totale -9%, con un -5,3% al netto della cantieristica) storicamente sempre molto importante per la nostra economia. L'assessore ha affermato che la crisi del manifatturiero sta costando al Friuli Venezia Giulia "la perdita di competenze importanti". E ha ricordato il Piano regionale giovani, che sara' finanziato con 11 milioni. Panariti ha parlato dell'attenzione dell'Amministrazione regionale per le generazioni che si affacciano al mondo del lavoro, in un quadro dove "la globalizzazione ha portato a un'economia delle differenze che non sono date tanto dal costo del lavoro quanto dal titolo di studio". E' questa una realta' evidenziata dal Rapporto, che peraltro conferma anche una pericolosa tendenza di giovani e famiglie a considerare inutili diplomi e lauree. I temi evidenziati dal Rapporto, secondo l'assessore, giustificano "il timore che la ripresa, se ci sara', sia una ripresa senza lavoro" e anche per questo "il lavoro deve restare centrale nelle politiche che verranno avviate a livello regionale, statale e comunitario per la ridistribuzione delle risorse ai fini dell'uscita dalla crisi". Attirando infine l'attenzione sul modo in cui vengono utilizzati i Centri per l'Impiego in altri Paesi, l'assessore ha confermato l'intenzione della Regione di avviarne il rilancio in sinergia con le Province, "perche' devono diventare occasione per ragionare su orientamento e formazione, devono specializzarsi anche attraverso il potenziamento delle professionalita' di operatori ed operatrici e devono comunque restare di gestione pubblica".

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