Milano, 23 apr. (Adnkronos) - In Sea si lavora pensando allo scenario peggiore per Handling. Se il presidente del Tribunale della Commissione europea non dovesse accogliere l'istanza di sospensiva della sentenza - che multa per 360 mln Sea Handling per presunti aiuti di Stato - la sanzione sarebbe iscritta a bilancio, decretando il fallimento della controllata della societa' aeroportuale. La decisione potrebbe arrivare nel giro di 3 o 4 settimane. Sono i tempi previsti da Giuseppe Bonomi, presidente di Sea, oggi a Palazzo Marino a Milano per un'audizione sul caso Handling in commissione consiliare. Stante il "best case", e cioe' che il presidente del tribunale della Commissione europea accolga la richiesta, in caso di rigetto della sospensiva "sarebbe - sostiene Bonomi - nostro preciso dovere proporre qualsiasi possibile soluzione tesa a scongiurare una procedura concorsuale". Danno peggiore per i dipendenti. "Abbiamo provato - aggiunge Bonomi - a elaborare un documento che non e' stato esaminato da nessuno a parte il cda". Documento che non avrebbe a che fare con il cosiddetto 'piano B' apparso nelle scorse settimane su alcuni giornali e che prevedeva circa 700 esuberi. E che "potrebbe essere condiviso con sindacati e azionisti solo qualora ci fosse un rischio immediato per Handling". Questo documento, dopo la bocciatura dell'ipotesi di riassorbimento di Handling in Sea, prova a conciliare osservazioni e criteri imposti dalla Commissione europea all'ipotesi di una cessione dell'azienda come alternativa alla restituzione dei presunti aiuti di Stato. Le condizioni, per la Commissione, girano attorno, spiega Bonomi, al principio di "discontinuita' economica" tra il beneficiario dell'aiuto e l'azienda oggetto di cessione. In particolare, non devono essere ceduti - elenca - tutti gli attivi del beneficiario dell'aiuto, non dev'essere trasferito tutto il personale, l'acquirente deve seguire una politica industriale diversa e non tutti i contratti devono essere trasferiti con i clienti. (Segue)