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Lavoro: giovani toscani lo giudicano, scarsa meritocrazia e poche tutele (2)

domenica 26 maggio 2013
2' di lettura

(Adnkronos/Labitalia) - Nel dettaglio, le critiche rispetto al diritto al lavoro per quasi l'11% dei giovani riguarda la mancanza di meritocrazia nel mondo del lavoro, a causa della presenza di un sistema clientelare e corrotto. Seguono, a breve distanza, la scarsa sicurezza sui luoghi di lavoro, l'abbassamento delle tutele dei lavoratori (10%) e la mancanza di posti di lavoro (9,1%). L'attuale sistema di tassazione viene considerato corresponsabile della fase recessiva (5,3%) e si evidenzia il problema della richiesta ai giovani di esperienza per entrare nel mondo del lavoro (5,3%) vissuto come un effettivo ostacolo all'entrata nel mondo del lavoro. Sentito anche il tema della mancata parita' tra uomini e donne, soprattutto durante la gravidanza e la cura dei figli (4,4%), che e' stato piu' volte segnalato in varie classi. Complessivamente, emerge un quadro-Paese piuttosto sconsolante. Ma i giovani studenti toscani non si limitano alle critiche, formulando proposte concrete. Piu' del 12% riguarda la revisione del sistema di tassazione e di redistribuzione del reddito, reputato troppo elevato e non finalizzato a una volonta' di redistribuzione tra le fasce piu' deboli. Le entrate generate dalle tasse dovrebbero essere spese meglio, con finanziamenti mirati agli obiettivi di politica economica perseguiti. I tagli alla spesa pubblica dovrebbero essere di tipo non lineare e finalizzati ad evitare gli sprechi effettivi di spesa. Gli studenti avvertono la necessita' di fare esperienze lavorative in ambito scolastico con tirocini e stage (10,6%), per superare quel collo di bottiglia all'entrata nel mercato del lavoro, ben evidenziato in fase critica. Segue poi il raggruppamento delle proposte degli studenti della Casa circondariale di Prato, che denunciano la necessita' di creare opportunita' di lavoro all'interno del carcere (7,9%), anche a titolo gratuito, per il miglioramento della vivibilita' complessiva dei loro periodi di detenzione. La mancanza di coperture assicurative per i detenuti, che intraprendono attivita' lavorative, sembra in realta' il principale ostacolo al loro impiego lavorativo. E' stato, tra l'altro, sottolineato e riconosciuto il forte aspetto riabilitativo del lavoro per i carcerati, che potrebbe far superare eventuali vincoli normativi. Peso analogo ha la proposta di miglioramento dell'efficacia dei servizi per l'impiego, soprattutto riguardo all'incrocio della domanda e offerta di lavoro (7,9%). Mediamente i servizi per l'impiego contribuiscono all'effettiva collocazione di 3 persone su 100, percentuale sicuramente peggiorata con la crisi attuale. Si aggiunge, inoltre, una richiesta di attivazione di servizi specifici per i detenuti ed ex-detenuti, anche con attivita' di informazione da realizzarsi all'interno del carcere.

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