Antonio Tajani rilancia il taglio delle tasse. Con l’obiettivo di sostenere il ceto medio, il vicepremier ieri ha proposto di nuovo una sforbiciata dell’Irpef fino a 60mila euro.
Un intervento che si colloca nel solco della riduzione di due punti dell’aliquota varato dal governo nell’ultima manovra, ma limitato allo scaglione intermedio, compreso tra i 28 e i 50mila euro. Dunque, la misura punta ad estendere lo sconto anche per chi, allo stato attuale, rientra nell’ultimo scaglione, quello più penalizzante, che prevede un’imposta del 43%.
Non solo. Perché il ministro degli Esteri chiede pure la detassazione delle tredicesime e la riduzione del bollo auto. «Stiamo lavorando per ridurre la pressione fiscale in questo Paese» è la premessa che Tajani consegna ai cronisti a margine del congresso toscano di Forza Italia, a Grosseto. «Abbiamo una serie di idee da offrire ai nostri alleati, a cominciare dalla detassazione delle tredicesime, soprattutto delle più basse» e «a come ridurre il bollo auto». C’è poi un’altra proposta: «Poter far dedurre dalle tasse le spese sanitarie nell’anno in corso, perché se qualcuno ha bisogno di cure importanti deve avere anche disponibilità economica, quindi ridurre immediatamente queste spese».
PROGETTO
E poi il punto più importante: l’Irpef. «Stiamo pensando» dice Tajani, confidando nella fattibilità economica della misura, «anche all’abbassamento dell’Irpef dal 35 al 33% fino a 60mila euro». Una proposta che, sottolinea sempre il leader di Fi, mette il centrodestra agli antipodi dal campo largo e dal Pd. «Noi abbiamo un progetto su cui stiamo lavorando che è quello di far sì che in questo Paese, dove ci sono quasi duemila miliardi di risparmio privato, una piccola parte di questo risparmio privato possa essere investito in progetti del governo» per costruire infrastrutture fisiche e digitali.
Un’idea, dice Tajani, «copiata anche da Elly Schlein», ma «la verità è che loro il capitale privato lo vogliono usare per metterci la patrimoniale: noi invece lo vogliamo fare per ridurre la pressione fiscale». Ma sul tema tasse, il vicepremier ha annunciato anche altri interventi, ora allo studio.
«Guardiamo ai giovani con la detassazione per i primi cinque anni per le startup giovanili, per chi assume giovani, per chi investe nelle startup dei giovani». E «continueremo a guardare con attenzione alle donne lavoratrici, per dare agevolazione a quelle che hanno figli, per cui nessuna donna debba essere costretta a scegliere fra la maternità e il lavoro» aggiunge. «Abbiamo già fatto dei provvedimenti, sono dei vantaggi contributivi» spiega «siamo partiti dalle donne lavoratrici dipendenti, poi quelle con partita Iva, a dimostrazione che per noi la politica del lavoro è fondamentale».
Tajani è poi intervenuto su alcune questioni di attualità politica. A partire dall’immigrazione. «I flussi migratori in Italia sono stati ampiamente ridotti, siamo a -60%», anche grazie al lavoro fatto con gli accordi internazionali, rivendica. E «l’Europa» su questo «ci dà ragione». Il vicepremier si è poi detto favorevole «a incrementare il numero dei lavoratori extracomunitari regolari. Con il decreto Flussi vogliamo persone formate che possono inserirsi nel tessuto economico del Paese».
BUONSENSO
Una scelta, sottolinea, «di buonsenso», che però non preclude la strategia di rimpatriare gli irregolari. Questo mentre quelli regolari devono essere messi nelle condizioni di poter «continuare a lavorare nel modo migliore con tutti i diritti che spettano ai lavoratori italiani».
Altro tema dirimente è Futuro Nazionale, che Fi ritiene incompatibile con le forze dell’attuale maggioranza, e del suo leader Vannacci. «È uscito lui dal centrodestra», fa notare. «Oggi vota con Elly Schlein, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni per far cadere il governo di centrodestra. Non ci riescono, perché noi continuiamo a lavorare per dare risposte concrete agli italiani, aggiunge, prima di puntualizzare che «noi di Forza Italia non facciamo problemi con nessuno».