Livorno, 20 mar. - (Adnkronos) - "Ci troviamo in un'area protetta, eppure non esistono regole per limitare l'inquinamento proveniente dalla costa e il traffico marittimo. Purtroppo l'accumulo di agenti inquinanti puo' debilitare questi animali tanto da abbassarne le difese immunitarie e renderli suscettibili a infezioni che possono anche causarne la morte". Cosi' Giorgia Monti, responsabile della Campagna Mare di Greenpeace, commenta lo spiaggiamento di ieri di una balenottera comune di oltre 17 metri di lunghezza sul litorale di Rosignano, in Toscana. Negli ultimi mesi lungo le coste del Tirreno quasi 80 gli esemplari di stenella si sono spiaggiati. Ancora ignote le cause della morte della balenottera ma Greenpeace da anni denuncia il grave degrado del Santuario dei Cetacei e l'inquinamento che sta mettendo a rischio non solo i cetacei del Santuario ma l'intera catena alimentare. Le analisi effettuate dall'associazione nel 2010 sulle sogliole pescate al largo della costa toscana e ligure evidenziavano la presenza di idrocarburi policiclici e metalli pesanti anche oltre i limiti consentiti. In risposta alle richieste di Greenpeace la Regione Toscana, che aveva promesso un esteso monitoraggio dell'area, ha reso pubblici 2 mesi fa i risultati di un lavoro di biomonitoraggio effettuato dall'Arpat (Agenzia regionale protezione ambiente della Toscana) tra luglio e settembre 2011. I 12 i campioni di sogliola analizzati confermano un grave inquinamento da mercurio. "E' ora che le Regioni Toscana e Liguria si attivino davvero per tutelare il Santuario dei Cetacei. Greenpeace da tempo ha indicato quale dovrebbe essere la strada da percorrere, ma nonostante la promessa di un tavolo tecnico fatta nel 2011 dai Presidenti delle Regioni, ad oggi ancora nulla e' stato fatto. E queste morti ne sono la triste conseguenza" conclude Monti.