(Adnkronos) - L'arcivescovo lamenta anche il fatto che un cattivo modo di intendere la finanza ha fatto perdere di vista, specie in una citta' come Siena, gli investimenti "in quei beni storico-artistici che sono la nostra risorsa piu' significativa, e cio' con la partecipazione attiva di tutte le componenti sociali, al di la' di ogni possibile arbitrio in mano a chi ne poteva disporre". "Ne sono stati penalizzati i piu' rilevanti aspetti sociali e politici con il risultato di esserci caricati di un pesante debito che - purtroppo anche in prospettiva futura - ha paralizzato ogni possibile investimento per tempi che oramai intravediamo in tutta la loro cruda realta'. E questo e' tanto piu' pesante per una citta' che si sentiva privilegiata da una eredita' materiale che sembrava inattaccabile", sostiene l'arcivescovo Buoncristiani. L'arcivescovo di Siena si dice cosciente che alla radice di questa situazione di crisi finanziaria "non c'e' stato anzitutto il fattore economico, ma prima ancora un vera e propria crisi dei valori fondanti della nostra societa', e quello che ci e' richiesto e' un profondo - faticoso e doloroso - cambiamento di mentalita' che, anche come Chiesa, dobbiamo saper affrontare, facendoci testimoni credibili dei valori evangelici che professiamo e che riteniamo in sintonia con la ragione e che, gia' sperimentati storicamente, consideriamo fondamentali anche per la stessa societa' civile". (segue)