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Ilva: Stefanelli, Fiom non firma, serve tavolo a P. Chigi

domenica 24 febbraio 2013
2' di lettura

Roma, 21 feb. - (Adnkronos) - La Fiom, che non ha firmato il verbale di accordo per la cassa integrazione in deroga di 1.393 lavoratori dell'Ilva, chiede al Governo di convocare "un tavolo unico con i ministeri del Lavoro, dello Sviluppo Economico e dell'Ambiente" perche' il problema "non sono solo gli ammortizzatori sociali ma lo sviluppo dell'azienda e la tutela dell'ambiente e della salute delle persone". Ad affermarlo all'Adnkronos e' Donato Stefanelli, il coordinatore regionale della Puglia della Fiom, al termine dell'incontro al ministero del Lavoro, indicando come soluzione migliore quella dei contratti di solidarieta' piuttosto che l'introduzione della Cigs. La Fiom, sottolinea Stefanelli, "non ha firmato la procedura di cig in deroga perche' non si firma quando ormai e' quasi scaduta". Non solo "molti lavoratori sono stati danneggiati dall'unilateralita' dell'azienda circa la rotazione e abbiamo chiesto un minimo di risarcimento per i lavoratori in Cassa da tre mesi che ci e' stato negato. Volevamo una discussione sulla Cassa integrazione in deroga e straordinaria che non e' stata possibile fare". Attualmente, rileva, "non c'e' ancora piano industriale" per l'Ilva. "Non ci sono investimenti e l'unica certezza che c'e' e' che i lavoratori andranno in Cassa integrazione straordinaria senza avere in cambio alcuna certezza sul fatto che l'Ilva faccia o meno la bonifica ambientale". La Fiom, invece, "e' favorevole ad un contratto di solidarieta"' piuttosto che alla Cassa integrazione straordinaria, perche' "l'Ilva non e' un'azienda che chiude, non manda a casa le persone e il lavoro di risanamento richiedono il reimpiego dei lavoratori. Il contratto di solidarieta', poi, prevede l'utilizzo di tutti i lavoratori a rotazione con un impatto piu' limitato sulla busta paga rispetto alla Cigs".

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