(Adnkronos/Labitalia) - Grazie alle novita' introdotte per la valutazione dei progetti, l'84% delle imprese che hanno partecipato appartengono alle micro e piccole imprese. Per quanto riguarda le tipologie di innovazione introdotte, l'insieme di quelle di processo e prodotto sono le piu' diffuse, sviluppate nell'85% dei casi. Seguono la ricerca e l'innovazione metodologica-organizzativa, entrambe al 7,4%. I dati, e' stato sottolineato, dimostrano quindi che lo sforzo delle imprese, anche di dimensioni ridotte, si e' rivolto verso progetti piu' impegnativi, che probabilmente non avrebbero potuto realizzare senza l'intervento delle competenze rese disponibili dal programma I-start. L'elemento critico e' stato l'incontro tra le esigenze delle imprese e le possibilita' offerte dal programma, in altri termini la capacita' di 'ascoltare le imprese' modulando in tal senso anche i servizi offerti. "I-Start - commenta Luigi Rossetti, coordinatore imprese e lavoro della Regione Umbria - rappresentano un'importante conferma del ruolo delle politiche e degli strumenti pubblici per incrementare la propensione e gli investimenti delle imprese in innovazione. Un'innovazione che le imprese declinano in termini sempre piu' differenziati rispetto ai confini consuetudinari delle dimensioni d'impresa, dei settori di appartenenza e delle funzioni aziendali caratteristiche".