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Inflazione, Istat conferma frenata: a gennaio al 2,2% annuo

domenica 24 febbraio 2013

2' di lettura

Roma, 22 feb. (Adnkronos) - L'Istat conferma la frenata dell'inflazione, che a gennaio scende al 2,2% annuo. Il mese scorso l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 2,2% nei confronti di gennaio 2012, un dato che ha confermato le stime provvisorie. E' l'ulteriore frenata della crescita su base annua dei prezzi dei Beni energetici (+5,4%, dal +9,3% di dicembre) a spiegare, in prevalenza, sottolinea l'Istat, il rallentamento dell'inflazione a gennaio (dal +2,3% di dicembre), mentre un effetto di sostegno proviene dall'aumento dei prezzi degli Alimentari non lavorati e, in particolare, dei Vegetali freschi (+9,2% su base mensile, +13,1% su base annua). L'inflazione acquisita per il 2013 è pari allo 0,8%. A gennaio l'inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, prosegue l'Istat, sale all'1,7% (era +1,6% a dicembre). Al netto dei soli beni energetici, la crescita tendenziale dell'indice dei prezzi al consumo, aggiunge l'Istat, sale all'1,8% dall'1,7% del mese precedente. Rallenta al 2,3% la crescita su base annua dei prezzi dei beni mentre sale al 2,1% quella dei prezzi dei servizi (erano rispettivamente +2,7% e +2,0% a dicembre). Il differenziale inflazionistico tra beni e servizi, rileva ancora l'Istat, si riduce quindi di cinque decimi di punto percentuale rispetto a dicembre. I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori aumentano dello 0,4% su base mensile e del 2,7% su base annua, in rallentamento dal 3,1% di dicembre. A gennaio 2013, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca), continua l'Istat, diminuisce su base mensile del 2,0% e aumenta su base annua del 2,4% (era +2,6% a dicembre). Anche in questo caso i dati definitivi, sottolinea l'Istituto di Statistica, confermano le stime preliminari. La flessione congiunturale è in larga parte dovuta ai saldi stagionali dell'abbigliamento e calzature, di cui l'indice Nic non tiene conto. L'indice Ipca a tassazione costante (Ipca-Tc) diminuisce del 2,1% sul piano congiunturale e aumenta del 2,1% su quello tendenziale. L'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, aumenta dello 0,2% su base mensile e del 2,2% su base annua.

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