(Adnkronos) - Il comparto del legno-arredo conta circa 26mila addetti, circa 7 mila in meno rispetto all'inizio del 2008. "Tutte le grandi aziende - afferma Pezzetta - hanno avuto in questi anni un calo di fatturato mediamente del 20%, in molti casi strutturale, cioe' non recuperabile. Quasi tutte le medie-grandi aziende, inoltre, hanno fatto ricorso o ricorrono agli ammortizzatori sociali: la Cigs e i contratti di solidarieta', cioe' quelli previsti per crisi strutturali, oggi riguardano circa un migliaio di lavoratori del settore". L'impatto piu' grave lo subiscono i due distretti della Sedia e del Mobile. Il manzanese, secondo la Fillea, ha perso negli ultimi cinque anni circa 3.500 addetti e 250 aziende, il distretto del Livenza, sul versante pordenonese, 2.800 addetti, di cui 400 solo negli ultimi 4 mesi per il fallimento di 12 aziende. Le proposte della Cgil dirette alla prossima Giunta regionale sono: rilanciare le iniziative per la riqualificazione edilizia e il risparmio energetico, anche attraverso iniziative che coinvolgano piu' comuni, finanziate con fondi Ue. Incentivare il recupero e la valorizzazione dei centri storici, la messa in sicurezza delle scuole, l'edilizia agevolata, la qualita' degli ambienti urbani, anche attraverso politiche di incentivazione del credito a imprese e famiglie. "Nella convinzione - spiega Pezzetta - che l'edilizia resta un fondamentale volano per tutta l'economia, con un indotto che va dal mobile alla meccanica e che in regione vale almeno 140mila posti di lavoro". Infine, l'attenzione della categoria e' anche rivolta ai rinnovi di tutti i contratti nazionali del comparto: non solo edilizia e legno, dall'industria e piccola industria al settore artigiano, ma anche lapidei, cemento, laterizi e manufatti. "Una tornata contrattuale - ricorda il segretario generale Schiavella - che a livello nazionale riguarda 1,2 milioni di lavoratori e che il sindacato ha avviato presentando piattaforme unitarie, sottoscritte da Cgil, Cisl e Uil".