(Adnkronos) - "Il problema da cui parte la mia riflessione -ha spiegato Ichino- e' che nel 2012 in Italia sono stati stipulati 10 milioni di contratti di lavoro, di cui 1,7 milioni a tempo indeterminato, ma i centri per l'impiego li ignorano. In piu' il sostegno del reddito dei disoccupati non e' soggetto ad alcuna condizionalita'". Partendo da queste constatazioni, il senatore ha illustrato il suo progetto che, si augura, "accogliera' l'impegno di amministrazioni regionali di centro sinistra e di centro destra, senza il sigillo di una forza politica precisa". I criteri per la soluzione proposti sono l'uso di un metodo sperimentale, che cominci a sperimentare il sistema su una platea circoscritta per poi allargarsi, l'affidare i servizi a chi ha il know-how e attivare gli incentivi giusti per i protagonisti. Centrale, per il senatore, e' il concetto che sperimenta solo chi ci crede; quindi la Regione che intende riqualificare la propria spesa, il disoccupato che e' interessato a rioccuparsi in fretta e rispetta le regole e le agenzie di outplacement che accettano la scommessa. Il contenuto del nuovo contratto di ricollocazione, stipulato dal lavoratore con l'agenzia di outplacement e con un rappresentante del servizio pubblico, viene definito in sette punti. In primis il principio di disponibilita' ragionevole, cioe' un servizio di assistenza per il reperimento del lavoro il piu' possibile corrispondente alle sue capacita' professionali e alle sue aspirazioni. Necessaria poi la disponibilita' a collaborare a tempo pieno o parziale da parte del disoccupato che cerca lavoro. Disponibilita' per il lavoro concretamente ottenibile e ruolo del tutor sono centrali per il reperimento di un nuovo lavoro. Il tutor, designato dall'agenzia, e' responsabile del servizio e compete a lui il controllo dell'adempimento da parte del disoccupato dei sui doveri. La gratuita' del servizio e' altro fattore centrale: il disoccupato non paga e il corrispettivo dell'agenzia e' corrisposto per mezzo del voucher regionale. Se il disoccupato non adempie pero' ai suoi doveri, il tutor e' tenuto a segnalarlo al centro provinciale per l'impiego che gli sospendera' o ridurra' il trattamento di sostegno al reddito. (segue)