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Toscana: Pacini, timidi segnali di 'fine caduta' dell'economia regionale

domenica 29 settembre 2013

2' di lettura

Firenze, 24 set. - (Adnkronos) - "I timidi segnali di 'fine caduta' dell'economia toscana non devono farci dimenticare che la situazione resta grave e l'incertezza profonda, complici la domanda interna in pesante recessione, il record della pressione fiscale, anche locale, le restrizioni del credito e le difficolta' del mercato del lavoro". Lo ha detto presidente di Confindustria Toscana Pierfrancesco Pacini, commentando i dati dell'indagine congiunturale trimestrale Unioncamere Toscana - Confindustria Toscana. "E' presto per dire se sia un graduale ritorno alla normalita' o una tregua insidiosa; certamente si tratta di un passaggio delicato, perche' il consolidamento del quadro economico - e l'avvio di una nuova fase espansiva per la Toscana industriale - non possono fare affidamento sul solo traino congiunturale. Nonostante i solchi profondi lasciati dalla crisi, le imprese dovranno proseguire i loro sforzi di riposizionamento di prodotto, processo e mercato. Ma una ripresa autentica della Toscana - continua Pacini -, che non sia ancorata a pochi decimi di Pil, passa anche da uno shock competitivo del contesto in cui operano le aziende. Piu' competitivita' e piu' crescita per la Toscana sono i due obiettivi strategici da seguire anche per far ripartire l'occupazione, agendo su quattro leve: fiscalita' - in primis quella sul lavoro -, semplificazioni, internazionalizzazione e credito". "Una fiscalita', anche regionale e locale, piu' leggera e attenta alla crescita; un'internazionalizzazione finalmente orientata alle esigenze e al sostegno delle imprese; semplificazioni reali e percepibili dalle aziende; un credito che non faccia mancare ossigeno alla ripresa. Ricordando che la prima misura anticiclica per rilanciare il lavoro e' il taglio del cuneo fiscale. E non dimentichiamo - conclude Pacini - che lo sviluppo passa dal buon utilizzo della risorse della programmazione europea 2014-2020, una partita che Regione e imprese dovranno giocare insieme orientando priorita' e risorse al sostegno della crescita manifatturiera".

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