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Crisi: pescatori, no ad aumento canoni acquacoltura, in catene in mare aperto (2)

domenica 29 settembre 2013

1' di lettura

(Adnkronos/Labitalia) - E la situazione non cambia nel resto dello 'Stivale'. "Mettendo a regime gia' solo gli impianti esistenti, che sono una cinquantina in tutta Italia, si potrebbe raddoppiare la produzione nel nostro Paese", avverte. In modo da evitare, spiega Manca, "importare l'80% del pesce che consumiamo, come avviene adesso". Le aziende di acquacoltura chiedono, quindi, spiega, "di non essere discriminate: non chiediamo soldi, solo di non dover pagare somme per le concessioni che sono al di fuori del nostro fatturato". Anche perche', ricorda Manca, quello dell'acquacoltura e' un settore che puo' dare una crescita importante in termini occupazionali. "La mia azienda -continua Manca- produce 50mila tonnellate e fattura meno di 400mila euro all'anno e nonostante questo riesce a dare lavoro stabilmente a 7 persone. Se consideriamo una media di 10-12 dipendenti per una cinquantina di impianti -conclude- arriviamo a contare un migliaio di addetti nel settore".

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