(Adnkronos) - Man mano che la produzione, oggetto del sequestro, sara' venduta, i magazzini attualmente occupati saranno sgombrati. "Condizione che, non appena verranno liberate le aree - auspica Panarelli - potra' favorire la ripartenza degli impianti dell'area a freddo, con il conseguente rientro in attivita' di molti lavoratori". Fatta salva la vecchia produzione, la Fim pensa al presente e al futuro produttivo dello stabilimento. "Presente e futuro - sottolinea il segretario - che e' strettamente legato all'applicazione dell'Autorizzazione integrata ambientale. L'Ilva deve accelerare il processo di adeguamento impiantistico alle prescrizioni presenti nell'Aia". Al riguardo, l'incontro tenuto ieri in Prefettura, con il garante nominato dal Governo per il monitoraggio delle prescrizioni contenute nell'Aia per l'Ilva, Vitaliano Esposito, assume un aspetto importante. "Siamo convinti che, attraverso la figura del garante - sostiene Panarelli - sara' possibile facilitare il processo di bonifica, attuando l'Aia. L'Ilva ormai non ha alternative alla messa a norma degli impianti". Occorre, dunque, voltare pagina, attraverso un percorso volto alla tutela della salute, dell'ambiente, del lavoro e della sicurezza dei lavoratori. "Se l'Ilva mostrera' sintonia con le azioni intraprese da Procura e Governo, sicuramente sara' in grado di aprire una pagina nuova per conciliare, in maniera trasparente, industria e territorio. Lo abbiamo sempre sostenuto e continueremo a farlo all'infinito: a Taranto, cosu' come in altre parti d'Europa - conclude Mimmo Panarelli - produrre nel rispetto dell'ambiente si puo', basta rispettare le normative in materia".