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Conti pubblici, Monti: "Uscita da procedura deficit probabile ad aprile"

sabato 30 marzo 2013

2' di lettura

Roma, 25 mar. - (Adnkronos) - L'Italia potrà uscire "con ogni probabilità" dalla procedura di deficit eccessivo ad aprile. Lo ha detto il premier Mario Monti in un intervento al Senato. "Siamo stati a lungo nella procedura - ha sottolineato - Noi abbiamo cercato di accelerare l'uscita, se tutto va come previsto, nell'aprile del 2013 sarà decretata l'uscita dell'Italia dalla procedura di deficit eccessivo". La presa di posizione della Commissione europea sul pagamento dei debiti arretrati della pubblica amministrazione "non significa un via libera illimitato ad un aumento del debito pubblico e del deficit", spiega poi il premier che ha voluto sgombrare il campo dalle "imprecisioni e dalla confusione" generata da alcune dichiarazioni dei giorni scorsi. "In primo luogo, si chiede che il governo paghi il debito tutto e subito - ha sottolineato il premier - anche a noi piacerebbe, tuttavia la presa di posizione della Commissione europea non significa un via libera illimitato ad un aumento del debito pubblico e del deficit". Per quanto riguarda il disavanzo, Monti ha ricordato che "si deve rispettare la soglia del 3%, mantenendo a questo fine un margine di sicurezza", perché, nel caso in cui l'Italia sfiorasse tale soglia, non uscirebbe dalla procedura di deficit eccessivo, "perdendo ogni possibile vantaggio". Riconosciuto, quindi, che una parte dei pagamenti arretrati "avra' un impatto solo sul debito", il premier ha avvertito ancora che "anche in questo caso i margini non sono illimitati: maggiori spese devono essere coperte emettendo titoli di debito" ed il ministero dell'Economia deve valutare "l'impatto a cascata di nuove emissioni sull'indebitamento netto". Non solo. Il suggerimento del presidente del Consiglio uscente è anche quello di "non pregiudicare subito tutti i margini", che potrebbero essere utilizzati per misure "per promuovere l'occupazione stabile o il cuneo fiscale". Infine uno sguardo al futuro governo: "Mi auguro che il governo che verrà faccia solo meglio". Il presidente del Consiglio ha dato atto all'Italia di essersela "cavata da sola, senza il tallone neocoloniale di una troika che detta regole dettagliate". Tuttavia, ha avvertito, il Paese "ha ancora davanti un difficilissimo percorso per trasformare in crescita la disciplina di bilancio e le riforme strutturali". "Mi auguro - ha concluso - che chi verrà faccia solo meglio, anche per costruire un rapporto psicologico tra l'Ue e l'Italia".

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