Roma, 27 mar. - (Adnkronos) - Il quadro macroeconomico della Regione Calabria sconta la mancata crescita generale e impatta sulla domanda di finanziamenti e sull'occupazione. Nel corso del 2012, infatti, rileva il presidente di Abi Calabria, Giuseppe Minervino, l'economia della Calabria ha intrapreso un costante indebolimento della dinamica delle attivita' produttive: le esportazioni sono cresciute meno di quelle del Mezzogiorno; hanno subito una flessione anche i comparti dell'agroalimentare, prodotti chimici e macchinari; in calo i settori dei servizi e del commercio ad indicare la diminuzione del reddito disponibile e dei consumi delle famiglie. Dal punto di vista delle imprese in evidenza, soprattutto, il permanere di ampi margini di capacita' inutilizzata e di ulteriore rallentamento della domanda: a fine 2012 gli impieghi bancari destinati principalmente alle famiglie e alle imprese del territorio hanno raggiunto circa 17,5 miliardi di euro con una variazione del -2,9% rispetto all'anno precedente. Di fronte a questo scenario, il mercato del lavoro resta uno dei principali fattori di debolezza, come nel resto del Paese: in Calabria si e' registrato un forte aumento delle persone in cerca di occupazione; il tasso di disoccupazione e' quindi salito al livello piu' alto tra le regioni italiane. La struttura del settore bancario regionale, secondo i dati piu' recenti che sono stati illustrati oggi da Minervino nel corso di un incontro sui contenuti principali dell'attivita' della Commissione e sulla situazione creditizia del territorio, vede attive sul territorio 36 banche per un totale di 501 sportelli. Gli Atm (sportelli bancomat) sparsi sul territorio sono 782 unita'; i Pos (apparecchiature necessarie per pagare con il Bancomat direttamente nei negozi) 35.011. Nella regione i lavoratori bancari sono l'1,2% del totale nazionale di settore che ha toccato le 320.000 unita'. (segue)