(Adnkronos) - Il credito alle imprese Nel primo semestre il credito erogato alle imprese si e' contratto(-5,4 per cento, includendo banche e societa' finanziarie); in estate la dinamica non e' variata. La flessione, influenzata dal passaggio di posizioni a sofferenza, e' stata piu' intensa nelle costruzioni e nella manifattura ed e' stata determinata da fattori sia di domanda sia di offerta. In presenza di un calo degli ordinativi e di una debole spesa per investimenti, le richieste di credito da parte delle imprese sono state contenute. Le condizioni di offerta, che si erano irrigidite nel corso del 2011, si sono mantenute selettive. Il costo del credito e' salito nel primo semestre per la componente a breve termine. Il credito alle famiglie. In giugno i prestiti alle famiglie erano stazionari sui dodici mesi. Il rallentamento dei mutui e' stato determinato dal calo delle nuove erogazioni (circa il 40 per cento in meno rispetto al primo semestre del 2011); il credito al consumo e' sceso. I tassi sui nuovi mutui ipotecari sono saliti nel primo trimestre; poi, anche per l'effetto degli interventi di politica monetaria, sono parzialmente scesi nel secondo. La qualita' del credito E' proseguito il deterioramento della qualita' del credito. La quota di impieghi vivi entrati in sofferenza nei quattro trimestri terminanti in giugno e' stata pari al 2,7 per cento, un valore leggermente inferiore rispetto a quello del 2011 ma nettamente superiore ai livelli pre-crisi. L'indicatore e' elevato, in particolare, nell'edilizia (8,1 per cento) e nel comparto manifatturiero (3,6). Per le famiglie si e' mantenuto, invece, su livelli contenuti (1,1 per cento). Sono salite le altre posizioni deteriorate diverse dalle sofferenze. I depositi. Dopo il calo del 2011, i depositi delle famiglie sono tornati a salire (4,4 per cento), anche per effetto dell'offerta di remunerazioni piu' elevate sulle forme vincolate. In generale, le scelte di allocazione del risparmio hanno privilegiato strumenti tradizionali, inclusi i titoli di Stato.