Dal 1° luglio 2026 cambia radicalmente il meccanismo di adesione alla previdenza complementare per i lavoratori dipendenti del settore privato. Lo prevede la legge di bilancio 2026, come chiarito dalla direttiva Covip del 19 giugno. Addio al vecchio silenzio-assenso sul Tfr dopo sei mesi. Arriva invece l’adesione automatica al fondo pensione: il lavoratore viene iscritto di default salvo che rinunci esplicitamente entro 60 giorni dall’assunzione.La novità riguarda principalmente due categorie:
Lavoratori assunti per la prima volta nel settore privato dal 1° luglio 2026.
Lavoratori che, dopo il 30 giugno 2026, iniziano un nuovo rapporto di lavoro.
Restano esclusi i lavoratori domestici, i dipendenti pubblici e chi ha già un contratto in corso senza cambiarlo.Nel caso di adesione automatica, oltre al Tfr (versato interamente), vengono destinati al fondo anche i contributi a carico del datore di lavoro e del lavoratore previsti dal contratto collettivo applicato. Se non esiste un fondo di riferimento, il Tfr va a Cometa (fondo metalmeccanici), ma senza versamenti aggiuntivi obbligatori.Il datore di lavoro dovrà informare il nuovo assunto sui fondi disponibili, sulle regole e sui termini per rinunciare. Il lavoratore può scegliere di non destinare la propria contribuzione solo se la retribuzione annua lorda è inferiore a 7.101,12 euro (soglia dell’assegno sociale 2026), ma il Tfr resta comunque soggetto all’adesione automatica.In sintesi, dal prossimo mese la previdenza complementare diventa molto più automatica, con l’obiettivo di aumentare il numero di iscritti ai fondi pensione.