Milano, 10 set. - (Adnkronos) - Dalla patrimoniale effettuata mediante il collocamento forzoso di titoli di Stato a lungo termine alla 'fiscal devaluation'. Questi alcuni dei principali ingredienti della 'ricetta' dell'Ambrosetti Club per migliorare il rapporto tra debito pubblico e Pil dell'Italia, attualmente intorno al 121%, attraverso un mix di misure 'una tantum' e strutturali. Il taglio dello stock del debito e' opportuno, secondo il Club, "alla luce delle prospettive contenute di crescita per l'Eurozona nel medio periodo. Tra il 1992 e il 2000, il Pil mondiale e' cresciuto in media del 3% l'anno, l'area euro ante litteram del 2,2%, ma le previsioni per il 2012-2017 indicano una crescita media annua del 4,4% per il mondo e dell'1,2% per la zona euro. Il debito va quindi ridotto, poiche' mantenere un livello di indebitamento cosi' elevato appare "poco praticabile", cosi' come sono "poco percorribili" strade come il default. Il decalogo dell'Ambrosetti Club per la riduzione del debito pubblico italiano, ampio e relativamente dettagliato, e' contenuto in un opuscolo, "Come ridurre il debito pubblico italiano: il piano d'azione", distribuito in occasione del workshop di Cernobbio. Stralci del documento sono stati diffusi dall'Adnkronos sabato scorso e ieri e oggi da alcuni quotidiani ma, anche alla luce della probabile persistenza delle politiche attuate dal governo Monti dopo la fine della legislatura ("Chiunque vinca le elezioni, dovra' dare continuita' a quelle politiche", ha scandito Piero Fassino del Pd), appare opportuno riportare una sintesi piu' ampia delle proposte che vi sono contenute. Le proposte vengono dall'Ambrosetti Club (autori del libretto sono Andrea Beretta Zanoni, Marco Visani ed Edoardo Campanella), con la consulenza di Innocenzo Cipolletta, ex presidente delle Fs ed ex dg di Confindustria, oggi presidente di Ubs Italia, uno degli economisti piu' ascoltati nell'establishment italiano. Le proposte dell'Ambrosetti Club non costituiscono la linea del governo. Tuttavia, possono dare un'idea delle ipotesi che circolano in ambienti che Mario Monti ha sempre frequentato (da molti anni e' ospite fisso del workshop) e potranno essere confrontate, eventualmente, con quelle contenute nei programmi dei vari partiti e con le misure di politica economica che adottera' il prossimo governo. Alcune hanno gia' fatto capolino nel dibattito pubblico. (segue)