Cagliari, 11 set. - (Adnkronos) - "Le vertenze aziendali e industriali della Sardegna, a partire da quelle piu' complesse e difficili, Alcoa, Carbosulcis, Eurallumina, E.On, Ottana Energia, Keller, Vinyls, obbligano, proprio nel momento piu' aspro del confronto con il Governo, a misurarsi sulle scelte generali dello sviluppo e sulle diseconomie strutturali dell'Isola che e' necessario rimuovere per garantire una maggiore competitivita' del sistema e delle singole intraprese". Lo chiede Mario Medde, segretario generale della Cisl della Sardegna, all'indomani del confronto di Roma su Alcoa, ma anche in riferimento alle numerose vertenze industriali aperte in Sardegna, soprattutto quelle meno note, quelle che riguardano le piccole imprese, quelle delle ditte d'appalto dei grossi colossi industriali. "Infatti - spiega -, quelle piu' complesse e note, dove la mobilitazione e' sempre piu' consistente, rappresentano solo la punta di un iceberg di un numero di aziende in crisi che supera le 1.770 unita'. E' indispensabile rilanciare con una forte azione unitaria le ragioni profonde delle difficolta' in cui versa l'intero sistema produttivo isolano, al di la' ed oltre i comportamenti spesso predatori delle multinazionali che hanno abbandonato l'Isola". Secondo il sindacalista infatti "si tratta di non rimuovere queste ragioni e gli obiettivi di un confronto Stato-Regione che ora appaiono troppo sullo sfondo e che rischiano di portare la Sardegna verso il baratro sociale ed economico". (segue)