Citta' del Vaticano, 29 dic. (Adnkronos) - "Il primo gennaio si rivelera' una data amarissima per centinaia di migliaia di italiani, precari senza piu' futuro nel posto di lavoro". E' l'allarme lanciato dal Sir, l'agenzia stampa della Cei che, in merito alla situazione dei lavoratori precari nel nostro Paese, rileva le contraddizioni della riforma del lavoro del ministro Fornero che, paradossalmente, produrra' piu' disoccupati e l'interruzione del rapporto di lavoro per moltissimi lavoratori flessibili. "Quando la crisi economica (ricordiamolo: siamo entrati nel sesto anno consecutivo di recessione) comincio' a mordere i polpacci delle aziende italiane - si legge in una nota diffusa oggi - la prima cosa che quasi tutte fecero fu quella di tagliare i costi". "I primi, i piu' rilevanti - si spiega - furono quelli del personale 'esterno': collaboratori, fornitori di servizi, partite Iva piu' o meno mascherate, lavoratori a chiamata o a tempo determinato: insomma i 'flessibili', i non contrattualizzati. Un'ulteriore prova del fatto che in Italia esistono due mondi del lavoro: quello di chi ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato (meglio se con una pubblica amministrazione), e quello di chi non ce l'ha". "Per i primi - si afferma ancora - valgono specifiche regole sul licenziamento, tutele dettate da contratti nazionali o di categoria, cassa integrazione, mobilitazione sindacale, attenzione dei mass media; per i secondi, il livello di protezione e' simile a quello dei lavoratori del Bangladesh". "Un tratto di penna - sottolinea il Sir - e ci si ritrova seduta stante a spasso, senza alcuna tutela reddituale. Non esistono diritti ne' ragioni da far valere. Non esiste un sistema mediatico e politico che pianga una lacrima su quelle centinaia di migliaia di italiani che si ritrovarono disoccupati (o molto sottoccupati) alla fine del decennio scorso". (segue)