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Aumentano i disoccupati nel 2012 Dal prossimo anno quasi 3 milioni

domenica 30 dicembre 2012

2' di lettura

Roma, 29 dic. (Adnkronos) - Cresce a dismisura il numero dei senza lavoro presenti in Italia. Nel 2012, secondo una stima elaborata dall'Ufficio studi della Cgia, il numero medio dei disoccupati è aumentato di 609.500 unità. Nel 2013 l'esercito di coloro che sono alla ricerca di una occupazione è destinato a salire ulteriormente, per la precisione di altre 246.600 unità. Se per l'anno in corso lo stock dei senza lavoro si attesta attorno ad un dato medio annuo pari a 2.717.500 (che equivale ad un tasso di disoccupazione del 10,6%), l'anno venturo sfiorerà quota 3 milioni (precisamente 2.964.100, con un tasso dell'11,5%). "Una situazione allarmante che sta diventando una vera e propria piaga sociale", afferma il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi. "Purtroppo le condizioni generali della nostra economia sono pessime e questo si riflette negativamente sulla tenuta occupazionale anche delle piccole imprese. Giovani, donne e stranieri sono le categorie più a rischio, senza contare che tra questi ex lavoratori sta aumentando drammaticamente il numero dei disoccupati di lungo periodo". Il quadro generale, ricorda la Cgia, è molto pesante: dall'inizio di quest'anno la contrazione dei prestiti bancari erogati alle imprese e' stata di 26,7 miliardi di euro (pari al -2,7%), mentre le sofferenze in capo al sistema imprenditoriale sono aumentate di 8,7 miliardi di euro (pari al +10,9%). Considerando che la produzione industriale è scesa del 6,5% e gli ordinativi del 10,4%, "appare evidente come la situazione in capo alle imprese, soprattutto quelle di piccola dimensione, sia peggiorata drammaticamente", osserva Cgia. Anche le piccole imprese, che in passato erano riuscite ad assorbire i lavoratori espulsi dalle ristrutturazioni che avevano interessato le grandi imprese, "ora sono allo stremo e dopo 5 anni di crisi la loro tenuta è ormai ridotta al lumicino", avverte Cgia. "Servono delle misure anticicliche in grado di far ripartire l'economia: l'Italia, verosimilmente, rispetterà gli impegni presi in sede europea ma rischia di diventare un Paese sempre piu' povero".

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