Milano, 23 lug. (Adnkronos) - Un brevetto italiano permette alle aziende alimentari di adeguarsi alle nuove normative europee sulle etichette senza dover buttare via il materiale che hanno in magazzino. Il regolamento della Commissione Europea, approvato a novembre dell'anno scorso, parla chiaro: non dovranno esserci piu' segreti in etichetta su valori nutrizionali, oli vegetali, allergeni, origine dei prodotti e tante altre informazioni preziose per i consumatori. Se i consumatori hanno tutto da guadagnare da norme piu' rigorose e trasparenti sull'etichettatura, per i produttori adeguare il packaging e' un procedimento che richiede tempo e spesa. Percio' la Rotoprint Sovrastampa di Lainate (Milano) ha brevettato un sistema di sovrastampa a registro in Rotocalco che consente di rilavorare con precisione millimetrica il materiale gia' pronto, con costi nettamente inferiori rispetto al rifacimento ex novo degli imballaggi, ai quali andrebbero aggiunte oltretutto le spese per lo stoccaggio e lo smaltimento degli scarti. Il tutto risparmiando anche in emissioni di CO2. "Bisognera' adeguarsi entro tre anni, cinque per quanto riguarda le tabelle nutrizionali -spiega Gian Carlo Arici, titolare di Rotoprint- ma le aziende devono pensare fin da ora a cosa fare con gli imballaggi inutilizzabili che si ritrovano in magazzino: un problema con gravi ricadute economiche e ambientali. Noi, pero', possiamo dare un nuovo aspetto e una nuova vita a materiali altrimenti destinati alla discarica. Le possibilita' sono infinite: sugli imballaggi si puo' cambiare qualsiasi testo ed elemento grafico. Possiamo modificare l'elenco degli ingredienti, inserire o cambiare messaggi promozionali, aggiungere le tabelle nutrizionali, evidenziare gli allergeni e aggiungere tutte le diciture previste dalla nuova normativa". I vantaggi non riguardano i bilanci delle aziende, ma anche l'ambiente, perche' si tratta di materiali salvati dalla discarica. Basti pensare che solo nel 2010, ben prima del nuovo regolamento Ue, sono arrivati a Rotoprint, pronti a iniziare la loro nuova vita, oltre 18mila chilometri di materiali accoppiati in bobina, come dire un viaggio di andata e ritorno fra Milano e Rio de Janeiro.