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Spending review: Asfo Lazio, rischio uso dispositivi medici cinesi (2)

domenica 29 luglio 2012

2' di lettura

(Adnkronos) - "Inoltre - continua Della Valle - non possiamo prescindere dal fatto che le nostre imprese operano in un settore di fondamentale importanza in quanto concerne la salute delle persone, fattore primario che dovrebbe stare a cuore anche al legislatore e al Governo. Con queste misure i dispositivi medici e i servizi subiranno necessariamente una sensibile diminuzione della qualita', con conseguenze pericolosissime per i diritto alla salute di ciascuno di noi. Pensiamo ai dispositivi medici di alta precisione e ad elevato contenuto tecnologico: non si puo' pensare di risparmiare su simili dispositivi, di questo passo molto presto finiremo per impiantare al paziente uno stent coronarico o un endoprotesi vascolare 'cinese"'. "Siamo consapevoli e determinati - spiega il presidente dell'Asfo - affinche' si realizzi un efficientamento del sistema per quanto concerne l'acquisto di beni e servizi sanitari da parte della PA; siamo anche consapevoli che i saldi dovranno restare invariati rispetto al provvedimento preso dal Governo. Sappiamo che in passato non tutte le imprese hanno agito secondo criteri di trasparenza e correttezza; dunque va bene un cambiamento del sistema rispetto all'attuale metodica ma vogliamo sottolineare che il provvedimento cosi' come formulato determina una profonda ingiustizia, rischiando di ricadere oltretutto pesantemente sul diritto alla miglior cura per i cittadini". "La nostra proposta - conclude Della Valle - verte sull'opportunita' di prendere come riferimento il prezzo mediano utile per la base d'asta e non quello di riferimento. Questo infatti consentirebbe di valutare i vari dispositivi presenti sul mercato in un panorama di proposte molto piu' ampio, che permetterebbe comunque un importante risparmio per la pubblica amministrazione. In secondo luogo, chiediamo che non sia consentito alla PA di modificare i contenuti dell'offerta e del contratto gia' stipulato, senza che il contraente sia messo preventivamente a conoscenza di tale possibilita', con conseguente violazione del principio di tutela dell'affidamento oltre al divieto di rinegoziazione postuma delle condizioni di aggiudicazione, entrambi diritti garantiti e di rilevanza comunitaria. Sarebbe come constatare il venir meno della certezza del diritto e della negoziazione, d'ora in avanti ci sarebbe solo un mercato far west".

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