Roma, 27 lug. (Adnkronos) - Il Presidente designato di Unindustria Maurizio Stirpe ha presentato nella riunione di Giunta riunitasi ieri e presieduta da Aurelio Regina, gli indirizzi generali, il programma di attivita' per il quadriennio 2012-2016 e la squadra che lo affianchera' per il prossimo biennio. Un programma denso, molto aderente alle esigenze e alle indicazioni espresse dalle imprese associate durante le consultazioni svolte dai tre Saggi nel mese di Giugno nel vasto territorio dell'Associazione, la seconda territoriale di Confindustria per numero di Soci che oggi rappresenta ben 3400 aziende, di cui 81% piccole e medie imprese e il 19% grandi imprese, per 240 mila dipendenti. L'Associazione sara' chiamata ad operare in un quadro economico regionale incerto con un calo del Pil regionale dell'1% nel 2012, con un tasso di disoccupazione che nel I trimestre dell'anno ha raggiunto il 10,5% e con un drastico rallentamento dell'accesso al credito per le nostre imprese. Unindustria dovra' poi agire in un un quadro politico ed istituzionale regionale in continua evoluzione con la prevista soppressione delle provincie di Rieti, Viterbo e Latina e la costituzione di Roma come Citta' metropolitana. Il programma del presidente Maurizio Stirpe parte da un primo fondamentale obiettivo: quello di mettere Unindustria al centro dell'economia del Lazio non solo come modello di best practice per il processo di semplificazione e razionalizzazione che ha attuato al suo interno, ma anche come punto di riferimento autorevole che sappia disegnare una nuova politica industriale per rilanciare lo sviluppo e la competitivita' dell'economia regionale attraverso il superamento degli squilibri economici e territoriali. Promuovere, quindi, l'integrazione tra manifattura e servizi di tutti i territori, avviare i contratti di rete e politiche distrettuali e realizzare le infrastrutture prioritarie sono alcuni tra gli obiettivi di medio termine su cui basare un nuovo progetto di sviluppo della Regione, in cui convivono eccellenze da sostenere - come il polo farmaceutico, aeronautico e dell'ICT - potenzialita' da valorizzare - come audiovisivo, turismo, porti e aeroporti - ed aree da rivitalizzare, come Civita Castellana, e da riconvertire come la Valle del Sacco. (segue)