Palermo, 18 lug. - (Adnkronos) - Il ministero dell'Economia non accredita piu' fondi all'Anas e, a cascata, non vengono piu' pagati lavori eseguiti da general contractor, imprese affidatarie e subappaltatrici. Il problema, che e' di livello nazionale, in Sicilia si traduce in un danno economico di oltre 100 milioni di euro e riguarda sia le maggiori opere stradali in corso nell'Isola (lavori sulla Ss 640 di Porto Empedocle, sulla Ss 117 "Centrale sicula", sulla SS 124 "Siracusana" e sulla Ss 189 "della Valle del Platani") che numerosi altri interventi di minore entita'. A denunciarlo e' Salvo Ferlito, presidente regionale di Ance Sicilia. "Contatteremo il ministero - annuncia -. In assenza di risposte, dal prossimo 27 luglio le nostre aziende saranno costrette a chiudere tutti i cantieri e a licenziare il personale. Una serrata obbligata, perche' la prolungata crisi del settore ha prosciugato i capitali d'impresa e nessuno e' piu' in condizione di indebitarsi ulteriormente con le banche per pagare stipendi e fornitori". Da Roma, pero', arrivano anche notizie positive per il futuro. Il Cipe, tra la fine del 2011 e l'anno in corso, con delibere pubblicate sulla Gazzetta ufficiale, ha stanziato 10,719 miliardi di euro per 934 opere al Sud. Secondo la ricognizione condotta dal ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, e dall'Ance nazionale, la Sicilia puo' contare su una dotazione di 2,395 miliardi di euro tra fondi Fas e strutturali per finanziare 131 interventi, cosi' divisi: 13 infrastrutture di trasporto per 1,197 miliardi; 11 progetti di ricerca per 88,8 milioni; 11 interventi contro il rischio idrogeologico per 12,8 milioni; e 96 impianti idrici, di depurazione e discariche per 1,096 miliardi di euro. Infine, l'Ance Sicilia valuta positivamente la decisione del governo Monti di ricondurre sotto un'unica cabina di regia nazionale la gestione dei fondi per il "piano nazionale delle citta"'. (segue)