(Adnkronos) - Per quanto riguarda il futuro esso "e' stato affrontato con una trilogia normativa che rappresenta un unicum al mondo, perche' dal 2008 fino all'altro giorno sono state varate all'unanimita' in Puglia tre leggi d'avanguardia: la legge antidiossina - ha ricordato Vendola - che ha portato le emissioni di diossina dagli 8-9 nanogrammi per metro cubo allo 0,2 nanogrammi per mc; la legge sul benzopirene e la normativa approvata qualche giorno fa, che colpisce non soltanto le polveri sottili, ma individua un nuovo parametro: la valutazione di danno sanitario come parametro cogente per l'analisi e il conseguente mutamento, in termini di ambientalizzazione, degli apparati produttivi. Questo riguarda il futuro". Tuttavia, la risposta alla sofferenza di Taranto, secondo Vendola deve fare i conti soprattutto con il passato, con il cumulo dei veleni lungo una storia di decenni e decenni. "Su questo - ha continuato il presidente - abbiamo discusso molto questa mattina, su come organizzare non soltanto un rapporto tra risorse e progetti che sia all'altezza della situazione, ma su come intervenire sul passato, anche perche' dal punto di vista epidemiologico, quello che si e' sedimentato nel territorio, nella falda e nel mare produce effetti sulla salute che dureranno molto a lungo". Si tratta, quindi, secondo Vendola di stabilire "come mettere in campo una cabina di regia, un centro di competenza, che possa impedire che le risorse vengano finanziate e non spese. Per Taranto e' un problema molto serio, perche' riguarda la qualita' della Pubblica Amministrazione e dell'apparato burocratico. In passato si sono registrati incidenti di questo tipo e per noi avere certezza delle risorse, dei progetti e dei programmi e anche delle procedure per la spesa e' l'oggetto di un approfondimento che e' in corso. Speriamo che gia' nella riunione programmata per il prossimo 26 luglio si possano dare risposte importanti". (segue)