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Mps: sindacati, si vuole scaricare su dipendenti peso piano industriale

domenica 22 luglio 2012

2' di lettura

Siena, 19 lug. - (Adnkronos) - Lo sciopero di venerdi' 27 luglio dei lavoratori del gruppo Mps "assume ogni giorno che passa maggiore significato". Lo sottolinea una nota dei coordinamenti Rsa della Banca Monte dei Paschi di Siena. "Appare sempre piu' evidente la necessita' che i lavoratori, attraverso un'adesione massiccia, costringano l'azienda ad un confronto serio sulle tematiche del piano industriale. In questi giorni, in un'ennesima intervista, l'amministratore delegato ha annunciato l'inizio del confronto subito dopo lo sciopero; la stessa affermazione la fece immediatamente prima dello sciopero del 16 marzo, cosi' come, in occasione della presentazione del piano industriale alle segreterie nazionali -viste le mancate risposte alle domande formulate in quella sede dalle organizzazioni sindacali -annuncio' ufficialmente la volonta' di aprire un confronto e un approfondimento entro i primi giorni di luglio. Sappiamo tutti come e' andata!", scrive il sindacato in un comunicato. "Contemporaneamente l'azienda promuove a livello territoriale, con iniziative ai limiti del comportamento antisindacale, incontri di presentazione dei contenuti del piano industriale, durante i quali vengono ovviamente taciuti o banalizzati i temi piu' scottanti: esuberi, esternalizzazioni riguardanti sia le strutture centrali che la rete, disdetta integrale del Cia, mobilita' territoriale, pesante abbattimento salariale. Viene messa in atto una strategia vecchia come il mondo, basata sulla confusione e sul tentativo di divisione dei lavoratori. In realta' - sostengono i coordinamenti Rsa - e' in atto un tentativo di ridurre drasticamente le retribuzioni, di azzerare la garanzie normative, di smembrare il Gruppo e la Banca a colpi di cessioni di ramo d'azienda. La stessa disdetta del Cia viene presentata, risibilmente, come atto dovuto, essendo il contratto integrativo gia' scaduto". "Il segno della disdetta del Cia, effettuata in maniera unilaterale dall'Azienda, e' invece evidente: scaricare sui dipendenti il peso di un piano industriale esclusivamente basato sul taglio del costo del lavoro. Per confutare questa affermazione, esiste una sola strada praticabile da parte dell'Azienda: l'adozione, cioe', di un atto di responsabilita', sostitutivo delle generiche quanto irrealistiche dichiarazioni di disponibilita' al confronto, rilasciate ad uso e consumo dei mass media; che significa abbandonare l'arroganza autoreferenziale che ha contraddistinto i comportamenti datoriali in questi ultimi tempi ed aprire il confronto con le organizzazioni sindacali, smettendo di rifugiarsi dietro la menzogna dell'inesistenza delle controproposte sindacali, che invece sono state piu' volte dettagliate alla controparte", affermano tra l'altro i sindacati.

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