(Adnkronos) - Forte, poi, mette in guardia: "Fino ad oggi - dice - abbiamo salvaguardato il sistema socioassistenziale anche in presenza del quasi totale azzeramento dei trasferimenti statali. Ma, se niente cambia, per quanto ancora potremo reggere? Molto poco. Per questo siamo partiti in anticipo, proponendo una riforma del sistema e una nuova governance regionale per ottimizzare le risorse. Una riforma sulla quale, alla luce soprattutto di uno scenario cosi' preoccupante, mi auguro non vengano erette barricate ideologiche, ma ci sia una collaborazione propositiva per l'interesse esclusivo di chi vive situazioni di maggiore difficolta"'. Forte conclude ponendo l'attenzione anche sulla questione occupazionale, "sulla quale - dice - gli effetti della spending review potrebbero essere piu' disastrosi di quelli gia' preoccupanti che riguardano le societa' in house. Nel Lazio ci sono 400 cooperative sociali, la rete di servizi e strutture socio-assistenziali assorbe oltre 30.600 operatori, di questi il 76 per cento e' donna, un dato da sottolineare. Azzerare il welfare, quindi, significa mettere a rischio posti di lavoro". "Un rischio da evitare, soprattutto in un momento in cui come confermano gli ultimi dati Istat e' in aumento il numero delle famiglie in poverta', arrivate al 7,1 per cento del totale - aggiunge - Famiglie che si rivolgono sempre piu' a servizi quali le venti mense sociali che finanziamo sul territorio, oltre a quelle operanti su Roma, grazie al lavoro di tante associazioni dalla Caritas al Centro Astalli, che non potremo piu' finanziare come fatto finora. Senza trascurare l'impatto sui servizi di assistenza domiciliare agli anziani, che sono tra le categorie piu' a rischio, insieme ai giovani per i quali abbiamo avviato importanti progetti di reinserimento sociale e lavorativo".