(Adnkronos) - "Si', c'e' la paura - aggiunge Gesualdi - da parte mia come dei colleghi da quando tutti gli accordi sono venuti meno. Adesso vogliamo vedere i fatti perche' delle possibilita' ci sono, almeno secondo quello che ci e' stato prospettato. Abbiamo saputo di un'azienda tedesca che e' interessata a tutto il gruppo. Inoltre sappiamo di fabbriche che sono interessate ai singoli stabilimenti, anche per Tito c'e' questa attenzione. Con i miei colleghi restiamo in attesa di conoscere il nostro futuro. Speriamo che ci sia un interesse reale per tutto il gruppo rispetto, invece, ad un'ipotesi di 'spezzatino' che potrebbe andare a penalizzare la fabbrica piu' debole. Noi non vogliamo essere assistiti ma vogliamo ritrovare l'orgoglio della dignita' derivante dal lavoro". Intanto c'e' il sussidio di cassa integrazione che e' solo una boccata d'aria. "Siamo consapevoli che il problema dell'azienda non puo' risolversi col protrarsi di un ammortizzatore sociale per altri 365 giorni - dice Gesualdi al periodico del sindacato "Fabbrica Societa"' -. E' un provvedimento a tempo, che non assicura futuro e che copre il lavoratore con solo 800 euro al mese. Il costo della vita in Basilicata sara' pure basso ma e' dura anche qui vivere insieme ai familiari con una cifra simile". E poi c'e' il "duro colpo assestato alla dignita' personale, quando una volta al mese bisogna recarsi negli uffici dell'Inps per sollecitare il versamento di un assegno costantemente in ritardo a causa dei vari passaggi burocratici; soltanto chi la vive o ha vissuto questa esperienza puo' capire la frustrazione di questa condizione".