Roma, 22 mag. (Adnkronos) - Le famiglie italiane gudagnano di piu', ma il loro potere d'acquisto e' sceso. E la propensione al risparmio si e' ridotta. "Tra il 1993 e il 2011 le retribuzioni contrattuali mostrano, in termini reali, una variazione nulla, mentre per quelle di fatto si rileva una crescita di quattro decimi di punto l'anno -rileva il Rapporto annuale Istat 2012-. Negli ultimi due decenni la spesa per consumi delle famiglie e' cresciuta a ritmi piu' sostenuti del loro reddito disponibile, determinando una progressiva riduzione della capacita' di risparmio. Complessivamente dal 2008 il reddito disponibile delle famiglie e' aumentato del 2,1 per cento in valori correnti, ma il potere d'acquisto (cioe' il reddito in termini reali) e' sceso di circa il 5 per cento". "Le retribuzioni da lavoro dipendente hanno aumentato la loro incidenza sul reddito disponibile delle famiglie, passando dal 39,3 per cento del 1992 al 42,8 per cento del 2011. Al contrario, i redditi da lavoro autonomo hanno complessivamente ridotto il loro contributo alla formazione del reddito disponibile, dal 28,8 per cento del 1992 al 25,3 per cento nel 2011. Il contributo dei redditi da capitale alla formazione del reddito disponibile si e' piu' che dimezzato, passando dal 16,1 per cento del 1992 al 6,8 per cento del 2011", continua l'Istat. "Negli ultimi vent'anni le prestazioni sociali alle famiglie hanno contribuito positivamente alla dinamica del reddito disponibile; la loro quota e' infatti aumentata dal 24,5 del 1992 al 32 per cento del 2011 -prosegue l'Istat-.Nello stesso periodo il carico fiscale corrente sulle famiglie e' passato dal 13,2 per cento degli anni 1992-1996, al 14,1 per cento del periodo 2001-2007, per raggiungere il 15,1 per cento nel 2011". (segue)