Londra, 14 dic. (Adnkronos) - Un "governo stabile" migliorerebbe l'outlook di Fitch sull'Italia. Lo evidenzia l'agenzia di rating, confermando il suo giudizio 'A-' con outlook negativo e, citando la prospettiva di un governo stabile tra i fattori che possono influire positivamente sulla revisione delle prospettive. Fitch si augura che "venga formato, dopo le prossime elezioni, un nuovo governo stabile e coerente con le recenti riforme strutturali" e che adotti "misure ulteriori per migliorare la competitività dell'economia e il potenziale di crescita". Lo stato di avanzamento del risanamento dei conti pubblici e delle riforme strutturali nel 2012, scrive in una nota l'agenzia di rating, "è sostanzialmente in linea con le aspettative". Risanamento in linea con i numeri di bilancio. Il deficit di bilancio quest'anno sarà inferiore al 3% del Pil con un avanzo primario vicino al 3%. Il disavanzo di bilancio è gradualmente sceso da un massimo del 5,4% nel 2009. Secondo Fitch sono "bassi i rischi potenziali per i bilanci del settore bancario", mentre "il sistema pensionistico è sostenibile". Il debito sovrano italiano "ha dimostrato la sua flessibilità di finanziamento e capacità di ripresa durante la crisi che riflette una forte base di investitori domestici e la durata media di 4,7 anni". Il rating, aggiunge Fitch, "rimane sostenuto da un'economia relativamente in salute, ad alto valore aggiunto e diversificata, con moderati livelli di indebitamento del settore privato". L'outlook negativo, spiega Fitch, riflette diversi fattori di rischio che possono, individualmente o collettivamente, portare a un abbassamento del rating. In particolare, "se non si pone mano al debito lordo delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil, che dovrà avere un chiaro andamento decrescente a partire dal 2014". Potrebbero quindi pesare "l'instabilità del governo, dopo le prossime elezioni e l'incertezza prolungata sulle politiche economiche e di bilancio". Altro fattore di rischio è "una recessione più profonda e più a lunga di quanto attualmente previsto, che minerebbe lo sforzo di risanamento del bilancio e aumenterebbe i rischi potenziali del settore finanziario". Infine, una "nuova intensificazione della crisi della zona euro potrebbe portare ad un aumento diretto del debito lordo delle amministrazioni pubbliche attraverso passività potenziali " e questo "potrebbe indebolire ulteriormente l'economia attraverso un calo della domanda esterna".