Carta canta

Lotteria degli scontrini, fesseria con fregatura: quanto c'è in palio, italiani gabbati ancora

 Si parte. Da oggi 1° febbraio: lo scontrino per un caffè o per la spesa al supermercato porterà in dote l'ipotesi di un premio: un euro di spesa un buono virtuale. Ma postdatato. Se andrà bene, e non si pasticcerà ulteriormente, la vera prima estrazione per scoprire chi avrà vinto la lotteria degli scontrini partirà venerdì 12 marzo. Quindi mettetevi calmi. Certo se dovesse andare a finire come con il pluri-rinviato rimborso del prenatalizio cash back c'è poco da stare tranquilli.

 

Del resto lalotteria è una vicenda che si trascina da tempo. Correva l'anno 2018. Al soglio di Palazzo Chigi regnava il Paolo Gentiloni che oggi è commissario europeo a Bruxelles. Un'era geologica e tre governi fa. E l'idea di lanciare la famosa lotteria degli scontrini era fin da allora prevista dalla legge di Bilancio 2017 per il 2018. Peccato che di rinvio in rinvio, di governo in governo, l'intuizione per far pagare le tasse a tutti - marcando stretto le ricevute con un sistema di tracciamento elettronico e ventilando premi - sia sempre stata posticipata. E una volta mancavano i registratori di cassa omologati. E un'altra i programmi informatici di supporto. Un'altra ancora c'era il Covid da gestire (e le serrande erano abbassate), e la partenza della lotteria veniva quindi posticipata. 

MINI PROROGA
E così si arriva al 2021. Ma a gennaio non si riesce proprio a partire, come sarebbe naturale. I tecnici sono in affanno. Gli esercenti (non tutti, ma i piccoli sì), non hanno avuto tempo e quattrini per rinnovare i registratori. Insomma, si decide una mini proroga nella migliore delle tradizioni italiane. Meglio febbraio quindi. Ma in via sperimentale. Sia mai che gli italiani si mettano a pretendere scontrini e ricevute nella speranza (statisticamente assai vaga) di vincere premi in quattrini sonanti. L'assalto ai negozi (con o senza scontrini pseudofortunati) non c'è stato. I saldi invernali sono stati un disastro (calo del 30%). In un momento economico assai complicato per mettere insieme il pranzo con la cena, l'ennesima grande riffa di Stato si arricchisce, per il momento solo virtualmente, di questo nuovo "gioco".

 

Purtroppo la bisca di Stato sta vivendo un momento terribile. Giochi a premi, lotterie e gratta e vinci battono la fiacca come dimostrano le entrate dell'erario: -4,5 miliardi di euro sul 2019 quando il gettito complessivo aveva superato gli 11 miliardi. Comunque sia dal 1° febbraio lo scontrino con il codice dell'acquirente varrà per la prima estrazione mensile che dovrebbe essere calendarizzata per venerdì 12 marzo. Potranno partecipare alla riffa di Stato non solo gli acquirenti, se maggiorenni e residenti in Italia, ma anche gli esercenti. La partenza rischia però di non essere uniforme. Si parla ormai apertamente di una serie di sfasamenti temporali per concedere un po' più di tempo agli operatori minori «per allinearsi». Infatti, l'eventuale segnalazione dei consumatori di eventuali rifiuti da parte di esercenti e commercianti ad acquisire il codice lotteria scatterà scatterà soltanto dal 1° marzo 2021. Mentre ci sarà tempo, come stabilito dal provvedimento di fine anno dell'Agenzia delle Entrate, fino al 1° aprile 2021 (e non si tratta di uno scherzo di aprile), per aggiornare i registratori telematici alla trasmissione dei corrispettivi.

MILIARDI E MILIONI
Con miliardi di operazioni commerciali potenzialmente tracciabili, il malloppo delle vincite su cui mettere le mani è assai modesto. Sono previsti 2 premi annuali, 20 premi mensili e 30 settimanali per un totale di 1.802 biglietti vincenti l'anno. Insomma, l'erario avrebbe potuto essere un tantino più generoso con il montepremi anche perché sempre di quattrini dei contribuenti si tratta. E invece la dea bendata degli acquisti porta in dote un montepremi di 43,8 milioni. Tanto più che il sistema scelto dal nostro Paese è un pochino meno semplice di quello attuato in altri Paesi (Portogallo, Brasile, Slovacchia). Ma la partecipazione non avverrà in modo automatico pagando con sistemi tracciabili (carta o bancomat).

 

Bisognerà infatti mostrare all'esercente il "codice lotteria", che si ottiene collegandosi al sito (www.lotteriadegliscontrini.gov.it/portale/), e inserendo il proprio codice fiscale. Una procedura che dovrebbe garantire una maggiore tutela della privacy. Però impone un adempimento in più. Tanto più che i vincitori delle estrazioni saranno avvisati "riconvertendo" il codice lotteria in codice fiscale. Un groviglio burocratico organizzativo di cui non si intuisce l'utilità. Ma così sarà. Su tutto questo si innesta l'operazione cash back che già prima di Natale ha mostrato il livello di complessità (con contorno di qualche pasticcio elettronico non ancora superato). 

TROPPE INCERTEZZE
Non a caso le organizzazioni di categoria (Confcommercio e Confesercenti su tutte), si lagnano delle « troppe incertezze sulle norme», ricordando che «un negozio su tre che non è ancora pronto a partecipare». Insomma, ad anni di distanza dell'annuncio siamo ancora a caro amico. Non a caso Confesercenti chiede ufficialmente una nuova proroga. «Il provvedimento non è stato ancora finalizzato», si lamenta la confederazione a poche ore dal via dell'iniziativa anti evasione. Le piccole botteghe hanno rimandato l'adeguamento (termine a fine marzo). E poi ancora non c'è traccia di «tutti i provvedimenti necessari». Confcommercio sottolinea che la lotteria «nasce zoppa».

Tanto più «in un periodo in cui non c'è domanda a causa della crisi e le persone sono distratte» da altro. Invece di investire 4,7 miliardi di risorse per lanciare i meccanismi cash back e lotteria, si poteva ricorrere ad un semplice storno fiscale sulle ricevute. In dichiarazione dei redditi di portavano i giustificativi degli acquisti come avviene oggi per i farmaci. Ma forse sarebbe stato troppo immediato per aggredire gli stimati 100 miliardi di evasione annua. A noi italiani piace complicarci la vita: i contrasto d'interessi è utilizzato da qualche decennio negli Stati Uniti. Dove l'evasione fiscale è un reato serio. Chiedete a quel furbacchione di Al Capone...