Polemica a ogni costo

Non si fermano davanti a nulla: sciacalli rossi nella melma

Francesco Storace

Se Salvini stesse zitto, "La Repubblica" titolerebbe sull'intollerabile silenzio del vicepremier. No, non è un Paese normale quello che polemizza su tragedie ancora in corso. Nonostante la paura di trovare morti i dispersi, loro pensano al tornaconto ululando contro il solito nemico. Sciacallaggio misto a vergogna per il dolore di Ischia, travolta da una frana nel comune di Casamicciola. Ma c'era chi ne approfittava per dare addosso al governo senza prima preoccuparsi di stringersi attorno ad una comunità soffocata dal dolore. Venivano giù le case, ma era più importante la polemica. Il premio bufala di giornata spettava proprio al quotidiano diretto da Maurizio Molinari che, a pochissime ore dalla frana, ha subito preso di petto Salvini. Il leader leghista era a Milano, per inaugurare una tratta di metropolitana. Sul cellulare del ministro arrivavano immagini da Ischia, le prime telefonate, i giornalisti - compresi i cronisti di "Repubblica" - lo circondavano per avere commenti.

 

 

 

Come in ogni disastro le prime notizie sono frammentarie, ma era troppo ghiotta l'occasione per dare l'idea di uno strappo tra Salvini e il ministro dell'interno Piantedosi su un primo bilancio relativo alle vittime. Ma quella degli otto morti di Ischia, cifra rilanciata dallo stesso Salvini, «è stata una prima ipotesi dei soccorritori, che vista la situazione di difficoltà non erano coordinati tra loro (carabinieri, sindaco, prefetto). Nessuna malafede o superficialità, a Salvini hanno dato quell'informazione e in buona fede ha risposto a una sollecitazione dei giornalisti che poi hanno subito cercato la polemica». Poi ci si sono infilati gli immancabili Bonelli e Fratoianni, quasi che il cambiamento climatico lo abbia provocato il governo in carica. «La frana di Ischia dimostra una volta di più che c'è un'emergenza trascurata e da affrontare al più presto: quella climatica. Il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, parla di "mettere in sicurezza il territorio", ma in realtà la sua priorità è il ponte sullo Stretto ed è da sempre nemico del clima e della messa in sicurezza del territorio, problema completamente rimosso e fuori da piani operativi». Facile da indovinare di chi sono le virgolette: parla proprio Angelo Bonelli. Gli fa eco il compagno Nicola Fratoianni: «Questo Paese si sbriciola, un territorio fragile appesantito dall'incuria e dalla speculazione. Su cui i cambiamenti climatici e i fenomeni estremi determinano conseguenze sempre più drammatiche. Non è forse ora che fra le priorità della politica e delle istituzioni ci sia tutto questo? Non c'è più tempo da perdere».

 

 

 

Magari mandino a portare soccorso il loro caro Soumahoro con gli stivali alla moda. C'è tanto fango. In realtà c'è stato anche chi ha ringraziato le istituzioni per un'azione immediata al fianco delle popolazioni colpite. Da una parte la Protezione Civile, mobilitata anche perla nottata, e poi proprio il governo. L'incantesimo della polemica ad ogni costo è stato responsabilmente interrotto dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che ha voluto ringraziare Giorgia Meloni per la vicinanza alla comunità e che ha ricevuto anche una telefonata solidale dal capo dello Stato, Mattarella. «Come Città Metropolitana ci siamo mossi subito per mettere a disposizione mezzi e uomini nonostante le difficoltà di mobilità dovute alle condizioni meteo. In città abbiamo lavorato per garantire la piena accessibilità dal porto di Napoli per le navi in partenza per Ischia con i mezzi di soccorso». La premier è stata a lungo in contatto dalla Protezione Civile di Roma con la prefettura di Napoli, dove c'era anche il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. La Meloni ha assicurato di essere pronta a convocare un Consiglio dei ministri per i primi provvedimenti da prendere. Perché tutti erano consapevoli della tragedia, mentre si diffondevano le notizie sul numero dei dispersi. A parlare era anche e ovviamente il ministro con delega alla Protezione civile, Nello Musumeci: «L'unica preoccupazione in queste ore è la sorte dei dispersi, la sistemazione temporanea degli sfollati e la tutela degli abitanti delle zone più vulnerabili. Subito dopo andrà fatto un serio ragionamento su come sia stata attuata in Italia la prevenzione strutturale e sui necessari correttivi da apportare».