Crescono gli assegni delle pensioni. Il cedolino di marzo vedrà un aumento di 20 euro mensili per le maggiorazioni sociali (con arretrati di gennaio e febbraio) e applicazione della riduzione della seconda aliquota Irpef dal 35% al 33% per lo scaglione di reddito oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro. Ma non è tutto perché saranno presenti ulteriori voci che andranno a incidere sull'importo dell'assegno. Tra queste i possibili altri conguagli a credito o a debito dovuti al ricalcolo Inps preliminare all’emissione della Certificazione Unica 2026 e infine - oltre all’Irpef mensile e agli eventuali conguagli - le trattenute delle addizionali regionali e comunali relative al 2025.
Più nel dettaglio, la legge di Bilancio 2026 fa entrare in vigore l’incremento strutturale delle maggiorazioni sociali per i pensionati con almeno 70 anni e per gli invalidi civili totali maggiorenni. Dal 1° gennaio 2026, l’importo della maggiorazione sociale prevista dalla legge 448/2001 aumenta di 20 euro mensili per 13 mensilità. Nel frattempo, il limite di reddito annuo individuale per accedere al beneficio viene innalzato di 260 euro. Gli aumenti saranno visibili a partire dal rateo di marzo, che includerà anche i conguagli arretrati relativi ai mesi di gennaio e febbraio 2026.
E ancora, se le trattenute effettuate lo scorso anno sono risultate superiori al dovuto, il rimborso è già stato riconosciuto con la pensione di gennaio 2026. In caso contrario, il recupero delle somme a debito è avvenuto sui ratei di gennaio e febbraio. Per i pensionati con reddito annuo fino a 18.000 euro e con conguagli superiori a 100 euro, il recupero può essere rateizzato fino a novembre 2026. Sul rateo di marzo possono comunque comparire ulteriori conguagli legati al ricalcolo complessivo dei redditi 2025, effettuato in vista della Certificazione Unica 2026.