L'adeguamento dei requisiti previdenziali alla speranza di vita certificato dall'Istat può cambiare gli scenari per chi deve uscire dal mondo del lavoro. Di fatto, un mese in più nel 2027 e due mesi in più dal 2028, potrebbero creare una piccola falla temporale per tutti coloro che per poco non rientrano e gli strumenti che accompagnano, ad esempio, a un'uscita anticipata. Stiamo parlando dei fondi di solidarietà, dell'isopensione oppure dei contratti di espansioni. Penati per portare ogni lavoratore nel sentiero previdenziale entro un limite massimo di anticipo ci cinque o sette anni. Come è logico, con un spostamento in avanti dei requisiti, alcuni di questi lavoratori rischiano di restare senza un assegno ponte fino alla pensione.
Ed ecco che arriva, in questo senso, una comunicazione dell'Inps importantissima che mette al riparo da danni eventuali proprio questo gruppo di lavoratori. Con la circolare dell'istituto di previdenza sociale n. 41 del 3 aprile vengono definite le modalità di prolungamento degli assegni straordinari (settore bancario e assicurativo), delle isopensioni e delle indennità di espansione per i lavoratori che, a causa dell’incremento dei requisiti pensionistici introdotto dalla legge n. 199/2025, non riuscirebbero a raggiungere la nuova data di decorrenza della pensione entro il periodo ordinario di esodo, spiega l'istituto. L’obiettivo è abbastanza chiaro: è tutelare i lavoratori che, per effetto dell’aumento dei requisiti (da uno a tre mesi), rischierebbero di rimanere scoperti tra la fine dell’esodo e l’effettiva decorrenza della pensione. Si tratta di un’interpretazione evolutiva della normativa, finalizzata a consolidare gli strumenti di uscita anticipata e garantire continuità delle tutele. La circolare introduce una protezione particolare per due categorie: i lavoratori che hanno cessato l’attività entro il 31 gennaio 2026 sulla base dei requisiti vigenti fino al 2025; coloro che, già nel 2026, sono interessati dall’allungamento delle finestre di decorrenza perché iscritti alle Casse pubbliche (CPDEL, CPS, CPI, CPUG). In sintesi, la nuova circolare Inps evita la creazione di nuovi “esodati” consentendo l’estensione delle prestazioni di accompagnamento alla pensione in linea con i nuovi requisiti demografici. E in questo caso occorre ricordare come funzionano questi strumenti per uscite prima dal lavoro.
L'isopensione (o assegno di esodo) è uno strumento di prepensionamento del settore privato che consente ai dipendenti di anticipare l'uscita dal lavoro fino a 7 anni (fino al 31 dicembre 2026) rispetto ai requisiti For, in caso di esuberi. A totale carico dell'azienda, prevede il versamento di un assegno mensile e dei contributi figurativi tramite l'INPS. Poi c'è il contratto di espansione è un accordo aziendale finalizzato alla riorganizzazione aziendale e al ricambio generazionale, rivolto a imprese con almeno 50 dipendenti (nel biennio 2022-2023). Consente lo scivolo pensionistico fino a 5 anni per i lavoratori prossimi alla pensione e l'assunzione di nuove figure professionali. Poi, ricordiamo anche i fondi di solidarietà bilaterali (INPS) che sostengono il reddito dei lavoratori in settori non coperti da CIG, finanziando anche assegni straordinari per l'esodo anticipato (fino a 5-7 anni prima della pensione). Novità, infine, anche per gli "esodati" inseriti a fine 2025 nei patti di uscita anticipata che hanno terminato la propria attività lavorativa e che hanno ricevuto un rifiuto sulla domanda di pensione dovuto al cambio del requisito anagrafico. Il ministero del Lavoro è intervenuto tempestivamente anche su questo fronte facendo sapere che anche a questi lavoratori sarà consentito l'accesso all'assegno ponte e che tutte le domande in sospeso verranno nuovamente esaminate.