Scontrini del POS? Non servono più. È arrivata la rivoluzione fiscale. Nel percorso di digitalizzazione, infatti, gli estratti conto bancari potranno sostituire le ricevute fisiche, al fine di documentare i pagamenti elettronici. Lo prevede il decreto legge 19/2026 (cosiddetto D.L. Pnrr) per cui non sarà più necessario conservare gli scontrini cartacei rilasciati dai terminali di pagamento: al loro posto potranno essere utilizzati i documenti rilasciati da banche e intermediari finanziari, anche in formato digitale.
In ogni caso - spiega Brocardi.it - bisognerà tenere conto di alcune accortezze: affinché l'estratto conto abbia valore fiscale per il contribuente e correntista, dovrà includere tutte le informazioni essenziali relative alla singola operazione, ossia: la data del pagamento; l'importo; l'identità del beneficiario (ad es. negozio, professionista o azienda). Accorgimenti che valgono per tutte le transazioni effettuate con strumenti tracciabili, come carte di credito, debito, prepagate o altri sistemi digitali.
Occhio però a come conservate gli estratti conto. Questi ultimi devono comunque essere tenuti per almeno dieci anni e per farlo sarà necessario utilizzare sistemi di conservazione elettronica certificata "a norma", cioè strumenti che garantiscano nel tempo autenticità, integrità e immodificabilità del documento. In pratica, ci si riferisce a servizi che archiviano i file con firme digitali, marcature temporali e procedure certificate. Sarà un aspetto fondamentale, in un secondo tempo, per consentire eventuali controlli fiscali. Insomma, piccoli obblighi che però sono in grado di far risparmiare molta carta.