L’Agenzia delle Entrate, come riporta Italia Oggi, ha anticipato massicciamente l’invio di atti fiscali nel mese di luglio, aggirando di fatto la sospensione prevista per agosto. In questi giorni stanno arrivando ai contribuenti numerose comunicazioni di irregolarità relative al modello Redditi 2024 (anno d’imposta 2023), le liquidazioni definitive delle imposte sul TFR incassato nel 2022 e avvisi di accertamento per rettifiche sui redditi 2021. Si tratta del secondo invio consistente dell’estate, dopo quello iniziato a fine maggio e culminato a metà giugno con i controlli formali sulle dichiarazioni 2023.
Questa concentrazione di notifiche a luglio deriva dall’articolo 10 del DLgs 1/2024, che ha introdotto per la prima volta il divieto per l’Agenzia di trasmettere in agosto e settembre determinate tipologie di atti: esiti dei controlli automatizzati su redditi e IVA, esiti dei controlli formali, liquidazioni di imposte a tassazione separata e lettere di compliance.
La sospensione non si applica però in casi di indifferibilità e urgenza, come pericolo per la riscossione, notizie di reato o procedure concorsuali. Per rispettare formalmente il blocco estivo, l’Agenzia anticipa gli invii a luglio e a novembre. Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili è intervenuto rapidamente con un comunicato del 13 luglio, ottenendo dall’Agenzia la rassicurazione che verrà valutata la documentazione inviata anche oltre i trenta giorni previsti e che gli Uffici non procederanno con esiti negativi solo per lo scadere del termine in prossimità del periodo di sospensione.Tale modalità crea tuttavia difficoltà, perché luglio è un periodo particolarmente critico sia per gli studi professionali impegnati nelle dichiarazioni dei redditi sia per i contribuenti che devono gestire imposte e adempimenti.