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Volkswagen, la crisi è inarrestabile

Gli utili crollano, tagli più vicini. Blume vuole ridurre i costi entro l'anno anche se, ammette, "non c'è ancora una decisione"
di Luigi Merano sabato 25 luglio 2026

3' di lettura

La crisi non si arresta. Anzi. Volkswagen ha annunciato che il suo utile netto è crollato nel secondo trimestre, proprio mentre la casa automobilistica, che sta valutando fino a 100.000 licenziamenti in tutto il mondo, si trova a fronteggiare il calo delle vendite in Cina. L'utile netto per i tre mesi fino alla fine di giugno si è attestato a 1,54 miliardi di euro, ha dichiarato il gruppo che comprende 10 marchi, con un calo del 32,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

I profitti dell'azienda sono diminuito rispetto ai 2,29 miliardi di euro del secondo trimestre del 2025, quando erano già calati del 36% rispetto all'anno precedente. Le consegne di veicoli a livello di gruppo sono diminuite di quasi il 9% a 2,08 milioni nel trimestre, come già annunciato in precedenza da Volkswagen. Le consegne in Cina, il suo mercato principale, sono calate di oltre un terzo a 424.300 veicoli, mentre le vendite al di fuori della Cina sono state più consistenti.

L'amministratore delegato Oliver Blume aveva già avvertito che dazi doganali, guerre, tensioni geopolitiche e l'intensificarsi della concorrenza stavano creando difficoltà per l'azienda. I piani hanno incontrato la resistenza dei rappresentanti sindacali e dello stato tedesco della Bassa Sassonia, che detiene una partecipazione del 20% in Volkswagen e due seggi nel consiglio di sorveglianza.

Insieme ai rappresentanti dei lavoratori, controllano la maggioranza nel consiglio, dove, secondo quanto riportato dai media, le ultime proposte inizialmente non hanno ottenuto l'approvazione. Volkswagen ha già annunciato piani per tagliare 50.000 posti di lavoro in Germania entro il 2030, di cui 35.000 presso il marchio principale Volkswagen e i restanti presso le filiali come Audi e Porsche. Oltre 37.000 dipendenti hanno già firmato accordi per lasciare l'azienda. Ma i tagli complessivi di quello che è stato definito il più grande piano di ristruttrazione dell’azienda potrebbero superare le 100mila unità.

Le prospettive dei manager sono tutt’altro che rosee. «Dobbiamo accelerare gli sforzi per ridurre strutturalmente la nostra base di costi e migliorare in modo sostenibile la qualità dei nostri utili», ha affermato il direttore finanziario di Volkswagen, Arno Antlitz. «Ciò che conta ora è un'attuazione rapida e coerente». Il cfo ha precisato che il 2026 sarà un anno sfidante e che il focus dovrà essere ancora più concentrato sui costi fissi.

Ancora più preoccupato, e pessimista, il capo del colosso tedesco. Il ceo di Volkswagen Oliver Blume punta all'approvazione del nuovo piano di risparmio per il gruppo entro la fine di quest'anno. L'organo di controllo ha affrontato per la prima volta in modo approfondito la questione due settimane fa, ha affermato Blume. «Ci sono state discussioni molto costruttive, ma anche controverse. Non siamo ancora riusciti a prendere una decisione definitiva in merito». A settembre è prevista un'altra riunione sull'argomento. Ma la strada è tracciata.

Volkswagen prevede un calo del fatturato fino al 3% quest'anno rivedendo le stime che indicavano una crescita variabile, da zero a un aumento del 3%. Il margine operativo resta compreso tra il 4% e il 5,5%, rispetto al 2,8% dell'anno precedente.

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