Il sistema free flow, già operativo in Francia, Spagna e Portogallo, sta prendendo piede anche in Italia. Il nuovo modello elimina caselli e barriere fisiche: il passaggio dei veicoli viene rilevato da telecamere e sensori, che consentono di registrare il transito e associare il pedaggio al mezzo.
In Italia il sistema è già presente su circa 200 chilometri di autostrade e raccordi nel Nord, tra cui l’A33 Asti-Cuneo, la Pedemontana Lombarda, le tangenziali di Como e Varese e il raccordo Ospitaletto-Montichiari. L’obiettivo è estendere progressivamente questa modalità ad altre tratte della rete. Per gli automobilisti che utilizzano dispositivi elettronici come Telepass o UnipolMove, il cambiamento è minimo: il pagamento viene effettuato automaticamente. Chi invece non dispone di un dispositivo dovrà provvedere al saldo entro 15 giorni, attraverso app, siti Internet o sportelli messi a disposizione dal concessionario.
Ignorare il pagamento può però avere conseguenze pesanti. Dopo il sollecito, la pratica può essere trasmessa alla Polizia e il mancato pagamento può comportare una sanzione da 87 a 344 euro, la perdita di due punti dalla patente, oltre al pagamento del pedaggio e dei costi aggiuntivi per il recupero. Con il nuovo sistema aumenta anche il rischio di truffe online. Gestori autostradali hanno segnalato falsi messaggi via email, SMS e WhatsApp che imitano comunicazioni ufficiali e invitano a pagare attraverso link fraudolenti. Per evitare il phishing, è quindi fondamentale verificare sempre le richieste esclusivamente attraverso i canali ufficiali dei concessionari.