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Elezioni in Baviera, crollo Csu e boom dei Verdi

Germania
di AdnKronos domenica 14 ottobre 2018

3' di lettura

Monaco, 14 ott. (AdnKronos) - Tutto come da pronostico. In Baviera crolla la Csu, i Verdi diventano il secondo partito e la Spd tracolla. Secondo gli exit poll diffusi dalla televisione Zdf, l'Unione cristiano sociale raccoglie un magrissimo 35,5%, contro quasi il 48% di cinque anni fa, i socialdemocratici non vanno oltre il 9,5%, mentre i Verdi balzano al 19%, l'Afd è all'11%, l'Fdp al 5% e la Linke è al 3,5%. Per la Csu, che rispetto al 2013 perde il 12,2% dei consensi, si tratta del peggior risultato dal 1950 a oggi, così come di una sconfitta storica si può parlare per la Spd. Entra per la prima volta nel Parlamento regionale della Baviera Alternativa per la Germania, il partito di estrema destra presente adesso in 15 dei 16 Parlamenti regionali. Entrano per la prima volta in Parlamento anche gli 'Elettori liberi', partito di protesta regionale che incassa l'11,5% voti. L'affluenza alle urne è stata del 72,5%, la più alta negli ultimi 40 anni. Se confermato quello che emerge dagli exit pool siamo di fronte a un cambiamento politico di portata nazionale. La Csu ha governato in Baviera dal 1957 e, a parte un periodo di 5 anni, ha sempre avuto la maggioranza assoluta in parlamento dal 1962. Si conferma la forte crescita del partito ambientalista tanto da far parlare di possibile governo di coalizione nero-verde: una rimonta che ha il volto della 33enne Katherine Schulze. "Il successo dei Verdi nelle elezioni in Baviera è un buon segno per tutta la Germania" ha detto la presidente dei Grunen tedeschi, Annalena Baerbock, commentando il secondo posto ottenuto dal suo partito. "La Baviera - ha detto - ha scelto la compostezza, l'umanità e i diritti umani e questo è un buon segno per tutta la Germania". Secondo la Baerbock, "chiunque corra dietro alla destra perde" e il risultato di oggi dimostra che i partiti possono vincere con "risposte politiche". Nel settembre 2015 la Baviera si era trovata improvvisamente sulla linea del fronte del dibattito politico tedesco ed europeo sulla crisi migratoria, sperimentando il grande afflusso, attraverso il confine meridionale, di richiedenti l'asilo provenienti da Medio Oriente ed Africa lungo la rotta dei Balcani occidentali. A oggi la cancelliera Angela Merkel sta ancora scontando - in termini di compattezza del suo esecutivo e di consenso nell'elettorato - la decisione di aprire i confini a diverse centinaia di migliaia di rifugiati in fuga da guerre e persecuzioni per evitare una catastrofe umanitaria. Con la 'debacle' degli alleati della Cdu in Baviera - al governo con la Cdu e la Spd a Berlino - siamo di fronte all'avvio di una fase di transizione politica per la cancelliera dopo più di 13 anni al potere. Due settimane dopo la Baviera si voterà in Assia, altro appuntamento elettorale cruciale prima del congresso della Cdu a dicembre, dove Merkel chiederà i voti dei delegati per farsi rieleggere ai vertici del partito. Un voto scontato, secondo Volker Bouffier - governatore dell'Assia, che pronostica un chiaro appoggio alla cancelliera, malgrado la maggior parte degli analisti ormai predica un'uscita di scena di Merkel prima delle elezioni del 2021.

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