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"Obama? Inadatto, vada via". L'ex presidente umiliato: lo sfregio proprio a casa sua

di Giovanni Ruggiero domenica 12 novembre 2017

3' di lettura

Vi fidereste a farvi giudicare da Barack Obama? E se foste invece voi i giurati, ce la fareste a decidere in modo autonomo sapendo che l' ex-presidente degli Stati Uniti sta nella vostra giuria e la pensa in un determinato modo? Oppure votereste apposta al contrario di lui per dispetto? Sono quesiti interessanti, ma per ora resteranno mera accademia. Obama ha infatti sì risposto alla chiamata per far parte di una Giuria Popolare presso il Tribunale di Chicago: dove ha ancora la sua residenza ufficiale, anche se in realtà continua a vivere a Washington anche dopo aver lasciato la Casa Bianca. Però quando si è presentato non è stato scelto. Da ricordare che la Giuria nei Paesi di Common Law è più importante che da noi: e non parliamo poi degli Stati Uniti, dove esistono addirittura magistrati elettivi! La giuria anglosassone si compone tipicamente di 12 giurati- 15 in Scozia - nei processi penali, e di 6 nella maggior parte dei processi civili. Sono i giurati che sulla base delle prove addotte lì decidono della colpevolezza dell' accusato, lasciando poi al giudice togato la sola scelta sulla pena da applicare al colpevole. La Costituzione degli Stati Uniti prevede anche una Grand Jury che nei più gravi reati di competenza federale e anche in circa metà degli Stati decide se le prove raccolte sono sufficienti per iniziare un processo penale nei confronti di una persona. Il modello italiano si basa invece sulle tradizioni dell' Europa continentale, e nella sola Corte d' Assise fa sedere assieme due giudici togati e sei popolari, che decidono congiuntamente sia sulle questioni di fatto che su quelle di diritto. In realtà da noi poi sono i magistrati professionisti a orientare la sentenza. Nel modello Usa un personaggio con carisma prescelto come giurato può finire per essere lui quello che decide tutto. E che Obama non sia un cittadino come gli altri lo ha dimostrato appunto presentandosi accompagnato dalle guardie del corpo e un codazzo di numerosi giornalisti. Quando intorno alle 10, vestito con giacca sportiva scura e camicia, senza cravatta, è entrato nel tribunale di Chicago il personale lo ha accolto con entusiasmo. Secondo il Chicago Tribune, un' impiegata gli avrebbe gridato: «Ciao bellissimo!». Una donna di nome Kelly Bulik, selezionata come lui per far parte della giuria, ha confessato al quotidiano che quando l' ex-presidente le ha stretto la mano lei si è sentita «sciogliere come un pezzo di burro». E altri fan avevano portato i suoi libri per farsi fare un autografo. Insomma, non conta sedersi assieme agli altri potenziali giurati nel Daley Center della contea di Cook, in attesa di sapere se sarebbe stato scelto o meno. E nemmeno far sapere che egli, come gli altri giurati, sarebbe stato compensato con gli stessi 17 dollari e 20 centesimi al giorno. Comunque, dopo la visione di un video di 20 minuti che spiegava i compiti del giurato, attorno a mezzogiorno è arrivata la comunicazione della sua mancata selezione. Non è la prima volta che accade, peraltro. Anche il suo predecessore George W. Bush nel 2015 era stato chiamato da un tribunale di Dallas, e anch' egli ha poi finito per non essere prescelto. Obama stesso era stato già sorteggiato nel gennaio del 2010, ma aveva potuto rifiutare proprio accampando la sua posizione di presidente in carica. Poco prima di recarsi in tribunale l' ex presidente Dem aveva twittato per festeggiare le vittorie democratiche nelle elezioni di martedì per governatori e sindaci. «Questo è ciò che accade quando la gente va a votare», ha scritto, ricordando che «ogni carica in una democrazia conta!». di Maurizio Stefanini

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