Per i complottisti planetari mettere insieme gli Epstein file, che già hanno attirato le più svariate fantasie della cospirazione, con la guerra in Iran decisa da Trump e Netanyahu è stata una logica conseguenza, un gioco da ragazzi. L’ipotesi più gettonata è quella che vedrebbe il presidente americano talmente angustiato dalla possibilità che i suoi loschi intrallazzi con il defunto pedofilo vengano alla luce che ha iniziato una guerra quasi mondiale solo per distogliere l’attenzione.
L’altra, spesso correlata alla prima, vede invece Trump sotto ricatto di Israele, pronto a rivelarne i segreti se non si fosse impegnato nel conflitto. Tale teoria nasce dal fatto che Epstein era ebreo e sulla rete si dà anche per scontato fosse un agente del Mossad sotto copertura. Insomma tutto torna, tanto che l’Operazione Epic Fury si è subito trasformata in Operazione Epstein Fury e sebbene per mesi, se non anni, i dem e i giornali con loro schierati si siano inutilmente impegnati per scovare file che dimostrassero un coinvolgimento serio e profondo di Trump, solo negli ultimi giorni si sarebbero accorti che la rete pullula di video montati ad arte o generati dall’IA riguardanti Epstein.
E solo adesso si sono sentiti in dovere, data l’evidenza, di intervenire per stabilire che si tratta di “fake news”. Uno di questi video apparso su X mostra una fila di ragazzine bendate che sfilano davanti al tycoon in intimo mentre in sottofondo la voce angosciata di una ragazza grida in tedesco. Il video prosegue con scene di Trump e altri personaggi famosi che parlano con il defunto pedofilo, mentre appare la scritta «Questo video non è un falso, questi pervertiti pedofili hanno scatenato una guerra affinché non se ne parlasse». Citando esperti di informazione il Washington Post, che è una dei media citati sopra, sostiene invece che il video è sì un falso e che l’account che l’ha postato, chiamato HDX News, fa parte di una rete di propaganda filo-iraniana. «Ci sono molti contenuti legati a Epstein che vengono pubblicati per attirare l’attenzione», ha affermato al WP Bret Schafer, direttore della ricerca e delle politiche statunitensi presso l'istituto no-profit Institute for Strategic Dialogue (ISD), secondo cui tali contenuti fungono da specchietto per le allodole per la propaganda filo-iraniana. L’ISD sostiene che l’account HDX News faceva parte di una rete di almeno 15 account X anonimi che sfornavano post in linea con i messaggi del regime islamista iraniano e se li ricondividevano a vicenda.
Un altro account, chiamato GPX News, ha pubblicato su X lo stesso falso video di Epstein ricevendo oltre 4,7 milioni di visualizzazioni. Citando altri video che mettono insieme filmati reali del conflitto con altri presi da videogiochi o creati con l’intelligenza artificiale, il quotidiano della capitale statunitense scrive che «i post di Epstein fanno parte di un vortice di disinformazione legata all'Iran che ha travolto i social media dal 28 febbraio, quando gli attacchi di Stati Uniti e Israele hanno ucciso la guida suprema del Paese». Ma è quantomeno singolare che il giornale se ne accorga solo adesso e con un certo imbarazzo sia costretto a difendere Trump, quando è mesi che circolano in rete video e fotografie fake spacciate per i “veri” file di Epstein nascosti dalla Casa Bianca.
Gli account sospetti ora sono stati sospesi dopo che la scorsa settimana X ha annunciato che gli utenti che pubblicano «video generati dall'intelligenza artificiale su un conflitto armato» senza specificarlo saranno sospesi per 90 giorni dalla piattaforma e che le violazioni successive comporteranno un ban permanente. Nikita Bier, responsabile dei prodotti della piattaforma, ha sottolineato che «in tempo di guerra, è fondamentale che le persone abbiano accesso a informazioni autentiche sul campo». Il Washington Post invece spiega che non sono solo i filo-iraniani a diffondere tali fake news, ma in una sorta di cortocircuito ideologico anche gli influencer di destra e gli esponenti del mondo Maga. E che sebbene X sia vietato in Iran, i leader più importanti come Khamenei e Ahmadinejad hanno mantenuto il loro account. Mentre invece, spiega ancora il WP cercando di salvare capra e cavoli, «la gran parte degli utenti di orientamento progressista ha abbandonato X da quando Musk l'ha acquistata».