Recep Taiiyp Erdogan, come previsto, ha vinto al primo turno le presidenziali turche con il 51% dei voti. Le prime elezioni dirette del capo dello Stato hanno incoronato il neo sultano del XXI secolo al potere dal 2002, leader del partito islamico-moderato Akp, per 5 anni (rinnovabili per un’altra volta) al palazzo di Cankaya, il Quirinale turco. Gli sfidanti erano tre: oltre a Erdogan, in campo sono scesi l’ex segretario generale dell’Organizzazione per la cooperazione islamica Ekmeleddin Ihsanoglu e il candidato del filo-curdo Partito democratico del popolo Selahattin Demirtas. Il futuro - Erdogan, che si è recato in moschea subito dopo l’annuncio dell’esito del voto dal ministero della Giustizia, ha detto che con la sua elezione, "il popolo ha manifestato la sua volontà". La sua vittoria, anche se i sondaggi davano un margine più ampio, non sorprende come quella alle amministrative del 30 marzo dove era prevista una batosta dopo la sanguinosa repressione la scorsa estate delle proteste di Gezi Park. Erdogan non ha fatto misteri che l’obiettivo del suo mandato sarà trasformare la Turchia in un repubblica presidenziale dopo le legislative del 2015. Al momento non può perchè non non dispone dei due terzi del Parlamento. In ogni caso da presidente, Erdogan otterrà - secondo i suoi denigratori - la cosa che al momento gli sta più a cuore: l’immunita presidenziale che lo metterà al riparo dalle indagini in corso per presunte storie di corruzione che hanno visto coinvolti suoi ministri, dimissionati, ed anche il figlio