Il Rassemblement national (Rn) si conferma il partito più in forma di Francia. Al primo turno delle elezioni amministrative francesi per il rinnovo di 35mila comuni, il partito sovranista di Marine Le Pen e Jordan Bardella festeggia la rielezione di diversi sindaci che avevano vinto nel 2020 e assapora, in vista del secondo turno previsto domenica prossima, la conquista di nuovi municipi. Secondo le proiezioni (...) Ipsos per France Télévisions, il vicepresidente di Rn Louis Aliot, con il 51,4%, è stato rieletto al primo turno come sindaco di Perpignan (Pirenei Orientali), comune di 120.000 abitanti, il più grande gestito dal partito sovranista. Come Aliot, David Rachline è stato riconfermato sindaco di Frejus (Var) col 51,3%, Roman Lopez è stato rieletto col 61% dei suffragi a Moissac (Tarn e Garonna) e Philippe de Beauregard ha raccolto il 72,9% delle preferenze a Camaret-sur-Aigues (Vaucluse). A Henin-Beuamont (Pas-de-Calais), città simbolo del radicamento locale di Rn, dove si sono formati numerosi giovani dirigenti del partito, il frontista Steve Briois è stato rieletto col 78% dei voti. «Sono lieto che diversi sindaci uscenti del Rassemblement national siano stati rieletti questa sera», ha dichiarato il presidente di Rn Jordan Bardella. «Nei comuni che guidiamo, abbiamo dimostrato che una politica basata sul buon senso e sull’ordine, sia nelle strade che nei conti, può migliorare concretamente la vita quotidiana dei francesi», ha aggiunto con soddisfazione Bardella, invitando gli elettori a scegliere «sindaci profondamente patriottici che saranno la voce del cambiamento e della ripresa» tra una settimana, al secondo turno.
«In molti comuni, e non solo nelle città in cui eravamo in carica, il Rassemblement national vince già al primo turno. È una vittoria straordinaria per il nostro movimento! Invito i francesi a mobilitarsi e a rafforzare questo slancio domenica prossima: non deve mancare nemmeno un voto!», ha commentato la capogruppo dei deputati Rn Marine Le Pen. La sera del 22 marzo potrebbero arrivare altre buone notizie per la formazione sovranista. Secondo le proiezioni Ipsos, la candidata Rn Laure Lavalette è in testa a Tolone con il 42% dei voti davanti a Josée Massi, candidata indipendente di centrodestra, ferma al 28, e al gollista Michel Bonus, terzo col 16,5. Tolone è uno dei più importanti porti del Mediterraneo, è la tredicesima città più popolata della Francia oltre a essere la terza per popolazione del sud dopo Marsiglia e Nizza. Proprio a Nizza, secondo le proiezioni, Éric Ciotti, il candidato della destra identitaria sostenuto da Rn sarebbe in netto vantaggio sul candidato di centro-destra Christian Estrosi. Ciotti otterrebbe infatti il 41,5% dei voti, contro il 31,8 di Estrosi. Ma è a Marsiglia che Rn potrebbe fare il colpaccio. Secondo le proiezioni di Ipsos, Franck Allisio, candidato di Rn, e Benoît Payan, sindaco uscente in quota socialista, sono entrambi al 35,4% dei suffragi. Vincere a Marsiglia, capitale del multiculturalismo, crocevia del Mediterraneo e seconda città di Francia, farebbe entrare Rn in una nuova dimensione.
ENIGMA CAPITALE
A Parigi, il candidato socialista Emmanuel Grégoire è al 35% per cento secondo le proiezioni di Toluna Harris Interactive, davanti alla gollista Rachida Dati, al 25%, e al candidato centrista Pierre-Yves Bournazel. Sarah Knafo, candidata di Réconquête, il partito della destra identitaria fondato da Éric Zemmour, conquista meno voti delle previsioni della vigilia, ma dovrebbe comunque superare la soglia di sbarramento del 10% e qualificarsi al secondo turno. A Lione, è invece testa a testa tra Jean-Michel Aulas, candidato di centrodestra sostenuto dai macronisti, e il sindaco uscente Grégory Doucet, ecologista. I gollisti e i socialisti, deboli a livello nazionale, confermano la loro forza a livello locale. «Mi congratulo per la vittoria dei 350 sindaci socialisti che sono stati rieletti. A Nantes, Digione, Saint-Denis, Parigi (...) e in tante altre città, siamo in testa e in grado di vincere al secondo turno», ha dichiarato ieri sera Olivier Faure, segretario del Partito socialista (Ps), prima di aggiungere: «Purtroppo, l’estrema destra continua a crescere fortemente e a instillare il suo veleno in una destra sempre meno repubblicana». Faure ha anche annunciato che il Ps non farà «nessun accordo» con la France insoumise (Lfi) di Jean-Luc Mélenchon in vista del secondo turno, in ragione della “strategia della conflittualità” del leader della sinistra radicale. Anche Bruno Retailleau, presidente dei Républicains, il partito gollista, ha messo in guardia i francesi dal pericolo rappresentato da Lfi, affermando che «in quasi un comune su due con più di 9mila abitanti è un candidato Lr o una lista alleata a essere arrivata in testa». I due ex primi ministri di Macron, Édouard Philippe e François Bayrou, sono entrambi in buona posizione per essere riconfermati sindaci nei loro rispettivi feudi, Le Havre e Pau. Ma non basterà a nascondere il declino della macronia.