Roma, 15 giu. (Adnkronos) - Sono tutti africani i 10 paesi con il tasso di mortalita' sotto i 5 anni piu' alto del mondo: in Sierra Leone 185 bambini su 1.000 nati vivi muoiono prima del loro quinto compleanno; in Somalia 180; in Mali 176; in Ciad 169; nella Repubblica Democratica del Congo 168; nella Repubblica Centrafricana 164; in Guinea Bissau 161); in Angola 158; in Burkina Faso 146; in Burundi 139. "Molte di queste sono morti facilmente evitabili o prevedendone le cause o intervenendo con semplici cure di base che costano pochi centesimi". Lo sottolinea l'Unicef che oggi, nella Giornata del Bambino Africano, "si unisce all'Unione Africana per ricordare l'impegno delle comunita' africane per promuovere il cambiamento sociale e la fine di pratiche che ogni anno mettono in pericolo la vita e la salute di centinaia di migliaia di bambini". "Come quella delle mutilazioni genitali femminili, che e' concentrata in 29 Paesi dell'Africa e del Medio Oriente dove in media il 36% delle ragazze tra i 15-19 ha subito mutilazioni, rispetto al 53% delle donne tra i 45 e i 49 anni. Il declino -si legge in una nota- e' particolarmente acuto in alcuni paesi: in Kenya per esempio, le donne tra i 45 e i 49 anni hanno 3 volte la probabilita' di subire mutilazioni rispetto alle ragazze tra i 15 e i 19 anni. Tradizioni sociali e culturali dannose come questa e la stigmatizzazione di bambini per stregoneria hanno profonde radici, ma persistono perche' spesso non vengono rimesse in discussione". "Niente e' piu' potente di una comunita' stessa che guardando il danno che sta facendo ai propri figli, decide collettivamente di porre fine a queste pratiche", ha detto Nicholas Alipui, Direttore dei Programmi dell'Unicef. "Le comunita' sono la chiave per la salute e il benessere dei bambini africani sottoposti a queste dure pratiche". (segue)