Pechino, 28 dic. (Adnkronos) - Oltre 500 consiglieri municipali di Hengyang, la seconda città della provincia di Hunan, nella Cina centrale, si sono dimessi dopo che è emerso il loro coinvolgimento in una vicenda di corruzione e frode elettorale. Secondo l'agenzia ufficiale Xinhua, i 512 consiglieri avrebbero accettato mazzette da 56 membri Congresso del Popolo della provincia, che avrebbero così comprato la propria elezione. In Cina, infatti, i consiglieri municipali hanno il potere di nominare i rappresentanti nel locale Congresso del Popolo, l'assemblea provinciale chiamata a ratificare le decisioni assunte dai vertici del Partito comunista. Come riporta l'emittente di stato Cctv, anche i 56 membri del Congresso del Popolo di Hunan, che conta 763 rappresentanti, sono stati costretti alle dimissioni dalle autorità locali. Dall'indagine, che rappresenta un nuovo capitolo nella lotta alla corruzione lanciata dal presidente cinese Xi Jinping, è risultato che circa 110 milioni di yuan (18,1 milioni di dollari), sarebbero stati offerti ai 512 consiglieri municipali di Hengyang e ad altri funzionari cittadini, in cambio delle nomine nel parlamento provinciale. Si è trattato di una frode "grave" e "ignobile", hanno affermato in un comunicato le autorità della provincia.