Roma, 23 set. (Adnkronos) - "E' opportuno non consegnarli. Dopo Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non possiamo permetterci di consegnare alle autorita' indiane gli altri commilitoni" dei due fucilieri di Marina incriminati. Lo dice all'Adnkronos Natalino Ronzitti, professore emerito di Diritto internazionale alla Luiss di Roma e consigliere scientifico dell'Istituto affari internazionali (Iai), nel giorno in cui a Delhi si decide se e come quattro commilitoni di Latorre e Girone potranno essere interrogati dagli 007 indiani che indagano sull'uccisione dei due pescatori del Kerala, scambiati per pirati un anno e mezzo fa. "Se le autorita' indiane lo chiedono -spiega l'esperto- ci sono altre forme di interrogatorio che possono essere effettuate, come videoconferenze o risposte telematiche. Le indagini possono essere chiuse attraverso queste forme di interrogatorio a distanza degli altri maro"'. Per Ronzitti, si tratta comunque di "un problema di giurisdizione: se sosteniamo che non esiste la giurisdizione indiana ma solo quella italiana, perche' i maro' godono di immunita' funzionale, e' giusto che gli altri fucilieri di Marina restino in Italia". "I negoziati sono complessi -rimarca il giurista- di sicuro il processo davanti alla Corte speciale durera' un anno. Bisognera' presentare la posizione italiana. A mio giudizio non e' stata ancora adeguatamente presa in considerazione la questione dell'immunita' funzionale di cui godono i maro', in quanto organi dello Stato italiano in quella missione" in acque internazionali.