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Germania, Idem: "Con grande coalizione l'Italia può sperare in meno rigore"

Verso un governo di larghe intese
domenica 29 settembre 2013

2' di lettura

Roma, 23 set. (Adnkronos) - "Per l'Italia è stata una fortuna che Angela Merkel non abbia ottenuto la maggioranza assoluta perché ora dovrà sedersi intorno a un tavolo e scendere a patti con un partito, quale l'Spd, che ha vedute oppposte rispetto all'Europa, e che per questo alzerà la posta al massimo, cercando di spostare le politiche più a sinistra possibile. E tutto questo potrebbe giovare al nostro Paese in termini di minore rigore". Così la senatrice Pd, Josefa Idem, commenta all'Adnkronos il voto in Germania. L'ottimo risultato elettorale riscosso da Merkel, è dovuto - secondo l'ex ministro delle Pari Opportunità - da "due elementi che l'hanno portata a stravincere: all'interno la sua grande capacità di guadagnare consenso, il più largo possibile, nell'azione politica come nella concertazione sindacale o in quella con l'industria; e verso l'esterno con la grande politica del rigore, che in Germania è piaciuta molto. Tutto questo insomma ha trasmesso sicurezza ai tedeschi, che hanno ricambiato", sottolinea Idem. "Ora però - sostiene - dovrà confrontarsi su come interpretare le politiche europee su quello che è un obiettivo, avere un'Europa che funziona, ma che la Cdu crede di perseguire con una medicina, la Spd con un'altra. Dunque dovranno sedersi intorno a un tavolo e trovare una mediazione. Dal canto suo la Spd - prosegue - cercherà di alzare la posta, spingendo su dicasteri anche pesanti, oltre che nelle politiche su alcuni temi caldi, quali la doppia cittadinanza o lo stipendio minimo, per citarne qualcuno. Insomma cercherà di spostare le politiche più a sinistra possibile. Quindi - sostiene la senatrice Pd - si prospetta una bella 'mano di rosso' in quello che sarà il contratto della coalizione. Un contratto - sottolinea Idem - che in Germania viene sempre rispettato". "Ipotizzando dunque che la nuova coalizione sarà con la Spd - prosegue Josefa Idem - può darsi che questo si rifletta sull"apnea' verso alcuni paesi europei, tra i quali anche l'Italia. Anche se - sottolinea - per venire incontro al nostro Paese il presupposto fondamentale resta quello della stabilità politica, di una serietà che si discosti dal clima di perenne campagna elettorale in cui viviamo, che incide sulla fiducia degli altri paesi. Fiducia che oggi diventa moneta pesante". L'ex ministro delle Pari Opportunità ipotizza, in conclusione, che un'eventuale politica diversa in Europa "possa alleviare la situazione in cui versa il nostro paese e che tocchiamo con mano ogni giorno: la politica di rigore e austerity, tante risorse accantonate e bloccate dal patto di stabilità, aziende paralizzate che non riescono ad esigere i loro crediti, tutte politiche che bloccano lo sviluppo e inducono alla recessione".

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